Per la fine del digiuno
L'APPELLO. Da oltre tre settimane il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli è in sciopero della fame per richiamare l’attenzione sul delicatissimo problema dell’informazione televisiva sulle questioni ambientali.
Al Presidente della Camera dei Deputati Onorevole Gianfranco Fini;
Al Presidente del Senato
Senatore Renato Giuseppe Schifani;
Al Presidente della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi Senatore Sergio Zavoli;
Al Presidente dei Verdi
Onorevole Angelo Bonelli
Signori Presidenti,
da oltre tre settimane il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli è in sciopero della fame per richiamare l’attenzione sul delicatissimo problema dell’informazione televisiva sulle questioni ambientali. Quello dell’ambiente è oggi un tema di rilievo primario, tale da attraversare gli interessi politici, sociali e culturali più profondi e rappresentare l’orizzonte stesso del nostro tempo.
Non è superfluo ricordare gli eventi anche traumatici che hanno caratterizzato l’anno da poco concluso e che in generale continuano a ricorrere, dal dissesto territoriale, con perdita di vite umane e costi sociali ed economici, alle grandi vicende climatiche ed energetiche, dal consumo del territorio all’inquinamento di acqua, suolo ed aria fino alle tante emergenze per gli animali, gli alberi, gli habitat naturali. Né è superfluo ricordare come le società mondiali ai più alti vertici dedichino alla questione ambientale riflessioni e impegno ormai costanti, a dimostrare il livello di primissimo piano che il tema ha raggiunto.
Eppure, nonostante questo, davvero ridotto è lo spazio che la nostra informazione televisiva, spesso vittima di una visione schiacciata dell’attualità politica e culturale, continua a riservare all’ambiente. Ciò, con la conseguenza di un impoverimento del dibattito generale e una ricaduta negativa sul senso di partecipazione e persino sulla coscienza dei cittadini italiani, che pure a milioni sono interessati al tema dell’ambiente.
L’ambiente è cultura, senso civico, sicurezza, rispetto, benessere. L’ambiente è il presente e il futuro delle nostre società e non può non ricevere la più ampia attenzione in un contesto tanto centrale nel panorama della comunicazione quale è ancora oggi quello dell’informazione televisiva.
Il problema denunciato dal Presidente Bonelli è dunque innegabile e serio e di certo merita una riflessione ai più alti vertici politici e istituzionali. Esso tuttavia si affianca ad un’altra questione, che ci preoccupa molto e che consiste nella stessa strada intrapresa da Angelo Bonelli: lo sciopero della fame. Un’iniziativa non violenta, condensata nel sacrificio personale e tuttavia molto provante per chi la pratica, specie se protratta nel tempo, come sta avvenendo nel caso in questione.
Duplice è quindi l’intenzione che muove questa nostra lettera. Da un lato rivolgerci a Loro, Signor Presidente del Senato, Signor Presidente della Camera, Signor Presidente della Commissione di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi, sollecitando un’approfondita riflessione sul tema e chiedendo di voler convocare il Presidente Bonelli onde ascoltarne le considerazioni. E dall’altro rivolgerci allo stesso Presidente Bonelli, ringraziandoLo di aver posto con tanta forza un problema che sta a cuore a noi tutti e domandandogli di cessare immediatamente l’iniziativa dello sciopero della fame. Continui in altre forme, il Presidente Bonelli, questa sua preziosa azione e sia in ciò aiutato dalla sensibilità dei Presidenti Schifani, Fini e Zavoli. Si trovi insomma lo sbocco migliore per questa delicata vicenda, e al contempo si darà un sicuro contributo alla crescita culturale dell’Italia e dei suoi cittadini.
Il 2010, vogliamo in conclusione ricordarlo, è l’anno internazionale della Biodiversità. Un appuntamento che chiama l’intero pianeta alle migliori politiche per salvare dal declino le specie viventi e che assume un senso particolare per il nostro Paese, ai vertici europei per il suo patrimonio sempre più minacciato di biodiversità. Ecco: tra le azioni necessarie affinché la natura italiana sia salvata, c’è anche e soprattutto quella di conoscerla, farla conoscere e prestare la dovuta attenzione a chi, con i mezzi della democrazia e della passione politica, dedica a questa preziosa missione la propria vita.
Con i più distinti saluti,
Carla Rocchi, pres. ENPA
Gianluca Felicetti, pres. LAV
Giuliano Tallone, pres. LIPU
Stefano Leoni, pres. WWF
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






