La Protezione civile è terremotata. Ma i guai de L’Aquila continuano
ABRUZZO. Il sindaco Cialente, quasi un anno dopo il sisma, avvia una «fase di ascolto dei cittadini per la ricostruzione del patrimonio edilizio». La denuncia di Sel: 5.000 mq di parco urbano concessi alla Curia senza il parere degli aquilani.
Se la Protezione civile fosse una squadra di calcio, il suo impegno a l’Aquila sarebbe una finale mondiale vinta con prepotenza, ma successivamente annullata per uso di doping. Sul dopo sisma, ora che ad essere terremotato è il dipartimento di Bertolaso, si sono staccati i riflettori. Il sindaco Cialente, che ha gridato «sciacalli» a chi in quella tragica notte pensava a lucrare sulle disgrazie altrui, afferma in questi giorni che la ricostruzione sta procedendo rapidamente, dimenticando però le 10mila persone ospitate dentro caserme militari e in alberghi della costa e la totale inagibilità del centro storico abbandonato a se stesso.
In merito, proprio ieri il primo cittadino ha voluto dare un timido segnale che sa di affrancamento dalla militarizzazione bertolasiana, a quasi un anno dal terremoto però: «L’amministrazione comunale ritiene necessario avviare una fase di ascolto sulle proposte di aggregazione già in atto o in corso di formazione in tutto il territorio. è nostra volontà favorire la più ampia partecipazione dei cittadini e dare rapido riscontro al vivo interesse dimostrato ad avviare la ricostruzione del patrimonio edilizio danneggiato dal sisma».
Nel messaggio si mettono in guardia gli aquilani da iniziative private promosse da imprese, a caccia di qualche commessa che illuda magari i proprietari. Forti dubbi su chi debba agire e come vada riedificata l’Aquila sono stati espressi, sempre nella giornata di ieri, anche da un esponente di Sinistra, ecologia e libertà. L’oggetto in questione è il progetto simbolo chiamato “Forza l’Aquila”, un parco urbano con tanto di auditorium che sorgerà in Piazza d’Armi. Per la sua realizzazione la giunta comunale ha concesso, tramite delibera, la bellezza di 5.000 metri quadrati alla Curia aquilana.
Decisioni concrete e non provvisorie, sottolinea Sel, che porteranno attività commerciali e direzionali realizzate da privati su suolo pubblico, impegnando circa due milioni di euro del bilancio e non coinvolgendo quella cittadinanza tenuta in sì alta considerazione dal sindaco, stando a quanto lo stesso ha voluto comunicare nel messaggio di ieri. Altro episodio su suolo aquilano viene denunciato dalla RdB dei Vigili del fuoco: il campo base di Monticchio, dove in questi ultimi mesi si sono avvicendati almeno 1.000 pompieri, è stato eretto su una discarica di rifiuti tossici. Sul sito giacciono materiali pericolosi per l’uomo e per l’ambiente, lascito della ex Agriformula, azienda che produceva diserbanti, insetticidi, fungicidi.
Si tratta di sostanze chimiche come tetraconazolo, penthoate, carbaril, frammisti ad arsenico, stagno e zinco. Ennesimo schiaffo a chi realmente si è impegnato giorno e notte per la sicurezza degli aquilani e che ora scopre minacciata proprio la sua sicurezza. «Siamo all’epilogo delle nostre condizioni di lavoro - denuncia Jiritano della RdB -. Il 18 febbraio confermiamo la nostra mobilitazione, e saremo in piazza Montecitorio per il “No Bertolaso Day”, in cui rivendicheremo anche il nostro diritto a non essere avvelenati».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






