Lazio inabile con i lavoratori

Ylenia Sina

SANITA’. La Pisana sempre più contestata per i tagli da operatori e familiari dei disabili.

Braccio di ferro tra il consorzio Ri.Rei, la Regione Lazio e i lavoratori impegnati nel servizio di assistenza ai disabili. La proposta sul tavolo delle trattative di lunedì ha posto lavoratori e sindacati a un bivio: cassa integrazione in deroga dal primo marzo per oltre duecento lavoratori oppure, in mancanza di un accordo condiviso, l’attuazione delle procedure di licenziamento concluse il 24 gennaio scorso. In ballo anche gli stipendi arretrati di oltre tre mesi: solo nel primo caso sarebbe stata valida la promessa di versarli entro il 28 febbraio.
 
Con queste premesse, al termine di una giornata di sciopero indetto da RdB-Cub, «ma a cui hanno aderito anche lavoratori di altre sigle», specifica Simona, lavoratrice del centro di Majorana, si è giunti a un accordo firmato da tutte le sigle sindacali presenti (Cgil, Cisl, RdB): la decisione di accettare le procedure per avviare la cassa integrazione è subordinata alla volontà dei lavoratori che si confronteranno con i sindacati e verrà definita in base alle verifiche che le Asl di competenza faranno per stabilire il numero esatto degli esuberi. «Solo dopo aver fissato queste premesse», dichiara Teresa Pascucci di RdB-Cub, «sarà possibile tornare al tavolo degli accordi. Inoltre, dovrebbe essere il servizio pubblico a definire quanti servizi erogare, e di conseguenza a fissare anche il numero degli esuberi, e non il privato a cui il servizio viene appaltato».
 
A pesare sulle trattative la delibera approvata dalla giunta regionale il 29 gennaio che apre la strada a un percorso di accreditamento definitivo del consorzio Ri.Rei. «Come dimostrano i documenti prodotti dalle autorità competenti », afferma Teresa Pascucci. «Ri.Rei. non adempie ai doveri contrattuali di risanamento delle strutture». Oltre ai lavoratori, le proteste dei familiari. Lunedì, in occasione della visita a Civitavecchia del reggente della Regione Lazio, Esterino Montino, un gruppo di genitori ha srotolato uno striscione di protesta per denunciare che ancora una volta i diritti dei più deboli sono stati calpestati.

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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