L'integrazione va a tutto gas
FORMAZIONE. Parte “Livorno Senegal”, per l’inserimento di stranieri nel mondo del lavoro.
Sono quindici i ragazzi senegalesi di Livorno che in questi giorni hanno accesso al corso di formazione per l’installazione di impianti Gpl e metano. Arriva così a una tappa importante il progetto “Livorno Senegal”, finalizzato a favorire l’inserimento di 53 cittadini senegalesi nel mercato del lavoro, promosso dal Comune e dalla Provincia di Livorno, con il supporto dell’Organizzazione non governativa Africa’s children e dai rappresentanti della comunità senegalese di Livorno.
Come spiega l’assessore comunale alla Cooperazione internazionale e del lavoro Carla Roncaglia, «si tratta di un’iniziativa molto concreta per l’integrazione di persone straniere nella nostra città e nel nostro Paese, partendo da un bisogno fondamentale che è quello del lavoro».
La realizzazione del progetto è stata resa possibile grazie al coinvolgimento di Agenzia per il lavoro Intempo spa, Percorsi formativi srl, Obiettivo lavoro formazione, Formatemp e di alcune imprese del territorio. Fino al mese di giugno i membri della comunità senegalese hanno partecipato a corsi di lingua e cultura italiana e di sicurezza sul lavoro. Da luglio a settembre hanno frequentato corsi di orientamento al lavoro e analisi di competenze che si sono conclusi con una proposta di lavoro temporaneo per cinque persone.
Contemporaneamente si è avviato un secondo corso di italiano per recuperare le difficoltà linguistiche. Per i ragazzi sono stati quindi attivati dei corsi di formazione professionalizzante: due corsi per resinatori nel settore nautico, realizzati grazie alla collaborazione delle ditte Faraoni service e Società montaggi industriali; l’altro, come detto, per addetti all’installazione di impianti Gpl e metano presso la società Montaggi industriali srl che mette a disposizione il proprio personale e le strutture per dotare i corsisti di competenze tecnico-pratiche e di una professionalità spendibile in un’attività che, tra l’altro, contribuisce alla riduzione delle immissioni combustibili nell’ambiente.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






