Miei cari ecoignoranti

Luca Hulk Bonaccorsi

IN FONDO. Neanche per un attimo, gli ecoignoranti si pongono il problema della salute dei cittadini.

Le sparate radioattive della ditta Feltri & C. di solito non trovano risposta, tanto sono squalificate. Domenica invece, noi abbiamo voluto rispondere a quella apertura delinquenziale del Giornale di sabato che recitava “Gli ecocretini bloccano il nord”. Ce l’avevano con i comuni che hanno deciso il blocco del traffico il 28 febbraio, per cercar di contrastare il fatto che l’inquinamento, specie nel nord, ha superato i limiti di legge (35 giorni in un anno con più di 50 nanogrammi di polveri sottili per metro cubo). Intanto chiariamo una cosa: il limite non è stato stabilito da Pico della Mirandola, o da quel fricchettone di John Lennon durante un concerto a Central park, ma in base a studi epidemiologici. Ci sono, cioè, dei medici che studiano queste cose. 
 
Ma quelli del Giornale si sono offesi. E siccome di andarsi a documentare non gli va proprio, hanno deciso di perseverare nelle loro stupidaggini. Nel Giornale di ieri infatti leggiamo una mirabile intervista in cui si sostiene che: 1) i limiti di legge sono ingiusti perché in certe città la dispersione dell’inquinamento è più difficile (confronto tra Lombardia e Portogallo); 2) che le emissioni permesse alle auto andrebbero proporzionate a peso e cilindrata del veicolo. Cioè, tanto per capirci, siccome a Milano non ci sono i venti atlantici di Lisbona che puliscono l’aria, e ci sono un sacco di macchinoni, cosa suggeriscono di fare gli eco“geni”? Alzare i limiti concessi di schifezze nell’aria a Milano. Neanche per un attimo,  gli ecoignoranti si pongono il problema della salute dei cittadini.
 
Al contrario, siccome il blocco delle auto 1 giorno su 365 farà effettivamente poco (lo sa anche il più ottimista degli ambientalisti), tanto vale... non fare nulla. Anzi, meglio alzare i limiti di legge della schifezza respirabile! Inutile cercare di comprenderli: nel mondo degli ecoignoranti vigono regole logico-formali diverse. Sono gli stessi che sostengono che se nevica d’inverno vuol dire che non ci sono cambiamenti climatici. 
 
Forse si sono offesi perché sono personcine delicate. Sono diretti da quel timidone di Feltri, quello che sbattè un topless da “velina ingrata” in faccia alla Veronica Berlusconi (si era arrabbiata di ricevere corna a cariolate, seppur “professionali”). Mah.
 
P.s. Per il collega Materi: i dati sulle morti da smog li dobbiamo a tanti studi seri. Uno, fra tanti, è di quella organizzazione fricchettona che si chiama Organizzazione Mondiale della Sanità.   

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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