Milano tocca il limite di smog. Fuorilegge in appena 45 giorni
AMBIENTE. Al via la ventesima edizione del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie. Nel mirino il traffico privato su strada: gli italiani passano mediamente 62 minuti al giorno chiusi nell’auto. Due settimane all’anno sottratte alla vita.
Il 2010 conta 45 giorni di vita. A Milano, in questo breve lasso di tempo, sono stati superati 35 volte i livelli consentiti di polveri sottili: il record è stato raggiunto ieri. Ma a regalare alla Lombardia la maglia nera dell’aria più inquinata d’Italia sono anche Brescia e Monza che hanno già sforato 36 volte. In un mese e mezzo, insomma, l’area metropolitana lombarda ha esaurito la dotazione di giorni in cui il limite può essere superato: ora sono fuorilegge, secondo le normative europee. Parte da qui la presentazione della ventesima edizione del Treno Verde di Legambiente, dalla fotografia impietosa di città dove il traffico soffoca la salute e anche la libertà individuale: gli italiani passano mediamente 62 minuti al giorno inscatolati nelle loro auto, solo per gli spostamenti sistematici nelle grandi città. Un’ora di vita che sale di parecchio nelle aree particolarmente congestionate: i romani sono rinchiusi 74 minuti nella loro quattroruote, seguiti neanche troppo da vicino dai napoletani (63 minuti) e dai torinesi (62).
Insomma, sono spesso “città a chiudere”, quelle di cui parlano il presidente dell’associazione del cigno Vittorio Cogliati e l’amministratore delegato delle Ferrovie Mauro Moretti in una conferenza stampa tenuta coerentemente sul treno che percorrerà nei prossimi giorni la penisola per sensibilizzare l’opinione pubblica sui guasti prodotti da una politica tutta orientata al trasporto privato su strada. «Il 70 per cento degli investimenti vanno alle autostrade, il 20 alle metropolitane e solo il 10 alle ferrovie - elenca Cogliati - e scarseggiano ormai anche gli interventi a costo zero, come quelli della creazione di corsie preferenziali per il trasporto pubblico».
Anzi, la situazione, anche a livello di scelte cittadine sul traffico si sta velocemente deteriorando. Le isole pedonali rimangono al palo, ferme a quota 35 centimetri quadrati per abitante, mentre le zone a traffico limitato segnano una flessione: dai due metri e 38 centimetri quadrati di due anni fa, agli attuali due metri e 8 centimetri di oggi. Risultato di quest’attacco alla spazio libero dalle auto: i cittadini si stanno disabituando al mezzo pubblico e lo scelgono in media per un viaggio e mezza a settimana. «Non ci sono i presupposti per una politica industriale che trasformi il nostro sistema produttivo in un un modello light dal punto di vista energetico», afferma l’ad delle Ferrovie Mauro Moretti, che ricorda con crudezza anche come «le pm10 abbiano sulla salute effetti comparabili a quelli dell’amianto».
Gli investimenti in trasporto pubblico su ferro risolverebbero una parte importante dei problemi di inquinamento e anche di qualità della vita dei 14 milioni di pendolari che quotidianamente affollano le strade. Le Ferrovie spiegano di aver investito nel 2009 due miliardi per il trasporto locale: un inizio. Ieri cadeva il quinto anniversario della ratifica del protocollo di Kyoto: «Gli impegni presi dal nostro paese per ora sono in grado solo di trasformarsi in multe. E invece - conclude Cogliati - necessiterebbero di un cambiamento strutturale della politica dei trasporti».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






