Nord, un viaggio delicato tra i sentimenti
CINEMA. Piccolo film, ma delicato e sincero, secondo lo stile asciutto e vibrante dell’ultima generazione degli autori del Nord (danesi, norvegesi, finlandesi) è da ieri nelle sale Nord del regista norvegese Rune Denstad Langlo.
Piccolo film, ma delicato e sincero, secondo lo stile asciutto e vibrante dell’ultima generazione degli autori del nord (danesi, norvegesi, finlandesi) è da ieri nelle sale Nord del regista norvegese Rune Denstad Langlo.
Jomar, interpretato da un bravissimo Anders Baasmo Christiansen, uno degli attori più amati in Norvegia, è un ex campione di discesa libera, che ha smesso di sciare in seguito ad una forte depressione, che oltre a rendergli la vita più dolorosa ha causato la rottura del rapporto con la sua compagna. Dopo mesi passati a lasciarsi andare tra alcol e antidepressivi, la notizia di avere avuto un figlio di cui ignorava l’esistenza dalla sua ex compagna gli offrirà l’occasione per mettersi in viaggio e andarlo a conoscere e per riprendere in mano la sua vita.
Road movie, che percorre 1000 km tra i paesaggi innevati e silenziosi della Norvegia del nord (il regista ha lavorato per anni come documentarista prima di realizzare questa sua opera prima), il viaggio del protagonista è, come spesso accade, un viaggio all’interno di se stesso, alla ricerca di quelle possibilità e motivazioni, che gli consentano di continuare il percorso dell’esistenza. E grazie a tre incontri, prima con una solitaria e malinconica adolescente, in cerca di compagnia, poi con un confuso e un po’ bizzarro giovane uomo in cerca di risposte ed infine con un saggio ed illuminante anziano della tribù dei Sami, il nostro protagonista, attraversate le diverse età dell’esistenza umana, si convincerà definitivamente a ritrovare il piccolo figlio perduto.
Premiato dalla critica a Berlino nel 2009 e come miglior regia al Tribeca film festival ,il regista possiede la capacità di raccontare con disinvoltura e semplicità la complessità dei sentimenti umani.
In equilibrio perfetto tra malinconia e un sentimento comico dell’esistenza, il film deve molto alla bella fotografia degli ampi spazi innevati percorsi dal protagonista e alla essenziale e poetica sceneggiatura del celebre scrittore norvegese contemporaneo Erlend Loe. «Quanti anni hai?, chiede Ailo, l’anziano sami, a Jomar. «Trenta», risponde lui. «Io ne ho sessanta più di te. Hai ancora tanti anni per rimediare ai tuoi errori».
«E per commetterne degli altri», insiste Jomar.
«Hai ancora molto tempo anche per rimediare a quelli. Vivi la tua vita Jomar, sei ancora un bambino». Rivitalizzante.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







