Operazione “Rompiballe”, altra spada di Damocle su re Guido

Giulio Finotti

ECOBALLE. «Gestione non autorizzata di rifiuti». Questa l’accusa che pende sul capo della Protezione civile per dei fatti risalenti al suo ruolo in Campania nel 2007. Ma il trasferimento degli atti a Roma rischia ora di far saltare il processo.

C'è un’inchiesta di cui tutti sembrano essersi dimenticati, in questi giorni di rivelazioni, intercettazioni telefoniche, accuse e smentite sull’operato di Guido Bertolaso. è quella che lo vede coinvolto, presso la Procura di Napoli, con altri 25 personaggi eccellenti. Le accuse vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico alla truffa ai danni dello Stato. I fatti risalgono al 2007, anno horribilis nella storia della questione rifiuti in Campania. Un colpo al cuore di quella che Silvio Berlusconi ha sempre definito un fiore all’occhiello del suo governo, mentre secondo i magistrati se non si fosse scoperta questa vicenda si sarebbe andati incontro a «un nuovo e più grave disastro ambientale».
 
Quell’operazione, denominata Rompiballe, chiamata così per le balle di rifiuti che, secondo l’accusa, conterrebbero rifiuti non a norma, non mancò di suscitare polemiche all’interno della Procura stessa per via della decisione di stralciare dal procedimento le posizioni di alcuni indagati, tra i quali, Bertolaso, la sua vice Marta De Gennaro, i due ex commissari per l’emergenza rifiuti Corrado Catenacci e Alessandro Pansa (già Prefetto di Napoli), l’ex dirigente del commissariato Ciro Turiello, l’ex sub commissario Claudio De Biasio, e i dirigenti di Fibe e Impregilo Enrico Pellegrino e Armando Cattaneo. I pm non firmarono la richiesta di rinvio a giudizio per i 25 imputati perché, a loro parere, il giudizio andava chiesto anche per gli indagati finiti poi nel fascicolo stralcio. Balle.
 
Quelle della spazzatura, e quelle che secondo molti comitati cittadini sorti spontaneamente in Campania durante l’emergenza rifiuti, venivano raccontate dai vertici di governo e commissariato circa la corretta gestione degli impianti e dell’intero ciclo dei rifiuti. Ecoballe. A migliaia depositate sui terreni agricoli campani, che dovrebbero essere bruciate negli inceneritori. Ecoballe non a norma, o aperte e poi lasciate in qualche discarica. Come a Lo Uttaro, che l’allora presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti Roberto Barbieri definì «una bomba chimica».
 
La stessa discarica voluta fortemente da Bertolaso, è finita poi nel mirino della magistratura che la sequestrò con l’accusa di disastro ambientale. Munnezza impacchettata, senza alcun trattamento, che presentava le stesse caratteristiche fisico-chimiche della spazzatura in entrata, secondo i capi d’accusa dei pm. A parlare di «operazione rompiballe» e della discarica Lo Uttaro, in un’intercettazione telefonica, sono il responsabile dell’impianto Cdr di Santa Maria Capua Vetere Pasquale Morchella ed Ernesto Picarone, responsabile ambiente e ingegneria di Fibe e Fisia Italimpianti.
 
Pur non essendo stato iscritto nel registro degli indagati per quella inchiesta, Bertolaso ne rimane coinvolto: «Tu fai tutto quello che può essere utile, che può servire… io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell’Ambiente», dice alla De Gennaro in una telefonata del 17 maggio 2007. L’Ambiente era retto da Alfonso Pecoraro Scanio. Il giorno successivo Bertolaso consegnava la sue dimissioni al presidente del Consiglio Romano Prodi, che nominerà Alessandro Pansa nuovo commissario. Risvolti politici a parte, dal punto di vista giudiziario la questione è tornata al punto di partenza.
 
L’undicesima sezione del Tribunale di Napoli ha difatti trasferito l’inchiesta a Roma perché tra le persone coinvolte c’è il pm Giovanni Corona, ex consulente del prefetto Pansa. Dunque, quando si era ormai al dibattimento, ecco l’annullamento di tre anni di lavoro, e il trasferimento a Roma, con la possibilità di archiviazione per tutti gli indagati. Per quanto riguarda Bertolaso e gli altri coinvolti nello stralcio, rimane in piedi solo l’accusa meno grave, quella di gestione non autorizzata di rifiuti. Richiesta l’archiviazione per tutte le altre accuse.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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