Scontro frontale tra due treni pendolari diretti a Bruxelles
BELGIO. Uno dei due convogli era partito dalla zona fiamminga, l’altro da quella vallona. L’impatto alle 8:30 di ieri. Decine di morti, centinaia i feriti rimasti intrappolati tra le lamiere per ore. Sncb in tilt, sospesi i collegamenti con Londra e la Francia.
Stavolta non è il lavoro ad uccidere. Ma la collisione tra due treni carichi di pendolari. Almeno venti i morti, centinaia i feriti. Alcuni dei quali sarebbero in gravi condizioni. Molti quelli rimasti per ore intrappolati tra le lamiere, prima di essere salvati dai vigili del fuoco. Erano le 8:30 di ieri mattina quando due convogli regionali diretti a Bruxelles, in Belgio, si sono scontrati. Arrivati nella stazione di Buizingen, nel comune di Halle, circa venti chilometri a sud della capitale, per motivi ancora da chiarire, si sono trovati sullo stesso binario.
Una collisione frontale. In Belgio molte persone che lavorano a Bruxelles vivono nelle città vicine. Usando quotidianamente le ferrovie belghe, le Sncb. Il primo dei due treni coinvolti era partito da Lovanio, nelle Fiandre. Il secondo da Mons, in Vallonia. Secondo una prima ricostruzione a non rispettare il semaforo sarebbe stato il primo convoglio, quello proveniente da Lovanio, dalla zona fiamminga.
La Sncb dal 2005 è stata divisa in tre diverse società (rete, passeggeri e merci) sulla falsa riga della nostra Trenitalia. Ma la gestione del personale e della rete è ulteriormente divisa tra la zona delle Fiandre e quella della Vallonia. Anche a causa delle due diverse lingue parlate: quella fiamminga (una variante dell’olandese) che comprende circa il 58 per cento della popolazione belga e la Vallonia, totalmente francofona (32 per cento). Ai problemi politici dati dalla complessa struttura confederale e dalle relative divergenze regionali si sommano quelli per la gestione dei servizi pubblici nazionali, come le ferrovie.
Quindi i treni che viaggiano da un’area all’altra del Paese, possono quasi essere assimilati ai convogli internazionali. Il 29 marzo 2001 nella città di Pecrot, ad est di Bruxelles, si scontrarono altri due treni. L’incidente provocò otto vittime e decine di feriti. L’inchiesta condotta dalla magistratura accertò che la causa è stata un’incomprensione linguistica tra i due addetti agli scambi dei binari: perché uno era francofono, l’altro fiammingo. Un «difetto di comunicazione tra il personale ferroviario», scrissero i giudici. Anche nell’incidente di ieri, i macchinisti dei due treni provenivano dalle due diverse aree linguistiche del Paese.
Ma l’amministratore delegato delle Sncb ha subito frenato su questa ipotesi. «È troppo presto per fare speculazioni sulle ragioni di questa terribile tragedia», ha dichiarato Marc Descheemaecker, ad della Sncb. In ogni caso potrebbe avere influito anche la scarsa visibilità. L’incidente di ieri è infatti avvenuto mentre sulla regione era in corso una nevicata e c’era molta nebbia. Bloccato il traffico ferroviario sulla linea, una delle più importanti del Belgio, per agevolare le operazioni di soccorso.
Interrotti i collegamenti ferroviari con la Francia e la linea ad alta velocità tra la capitale belga e Londra: gli Eurostar che partendo da Bruxelles imboccano l’Eurotunnel. Un’incidente che forse poteva essere evitato se la linea e i convogli erano dotati del Sistema di controllo marcia treno (Scmt). In un caso come questo il Scmt avrebbe azionando automaticamente la frenatura di emergenza, bloccando il treno.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






