Scudo fiscale, il taglio medio è di 600mila euro
PRIVATE BANKING. In Lombardia calano le operazioni. Le quote più elevate sono nell’Italia nordoccidentale.
Il private banking italiano ha attratto 44 dei 95 miliardi di euro rientrati grazie alla terza edizione dello scudo fiscale, pari al 46% del totale. Il restante 54% si è suddiviso tra istituti finanziari e fondi (15%), banche retail (27%) e fiduciarie (12%). Questi i dati contenuti nel rapporto dell’associazione italiana private banking (Aipb) a distanza di due mesi circa dalla scadenza dello scudo fiscale.
Secondo i conti presentati dal ministero delle Finanze i capitali rientrati ammonterebbero a 95 miliardi di euro, il 98% dei quali composto da rimpatri effettivi in Italia e il resto da rimpatri giuridici (che consentono di lasciare i soldi all’estero nominando però un intermediario abilitato residente in Italia che assume formalmente in custodia il denaro o le attività detenute fuori confine). Al netto di quest’ultima voce, quindi, i capitali rientrati effettivamente in Italia hanno un valore di circa 93 miliardi per un incasso all’Erario pari a 4,75 miliardi di euro (di cui 3,7 miliardi già impegnati nell’ultima Finanziaria).
Con i 44 miliardi recuperati, il settore ha così superato i 40,3 miliardi raccolti nelle due precedenti edizioni dello scudo fiscale (2001 e nel 2003) anche se la percentuale sul totale dei capitali scudati è stata inferiore, passando dal 55% al 46. Anche in questo caso, i rimpatri si sono suddivisi nelle varie modalità a disposizione: l’85% è stato fisico, mentre il 12% giuridico, con picchi fino al 50% nel caso dei fondi provenienti dal Ticino.
I capitali scudati dal private banking sono composti per il 72% da denaro e per il 25% da attività finanziare come titoli di stato, obbligazioni corporate e bancarie, azioni di società quotate, fondi comuni, prodotti assicurativi, hedge funds, fondi non armonizzati e gestioni patrimoniali. «è stato l’importo dei patrimoni da “scudare” a fare da spartiacque - ha spiegato Bruno Zanaboni, segretario generale dell’Aipb su eFinancialCareers - i patrimoni sotto i 200mila euro sono andati ai grandi istituti retail, quelli più consistenti sono andati a strutture private, privilegiando le boutique».
Il taglio medio delle operazioni è stato pari a 600mila euro per le prime dieci strutture di private banking (che gestiscono il 79% degli asset totali) e a 730mila per gli altri operatori. Gran parte dei clienti ha «preferito rivolgersi a banche diverse da quelle con cui hanno rapporti abituali». Riguardo alla distribuzione geografica delle operazioni dallo studio emerge che «rispetto alle precedenti edizioni, le operazioni di scudo sono risultate geograficamente più distribuite». In particolare la Lombardia scesa al 45% delle operazioni totali, dal 63% delle ultime due edizioni, mentre salgono le quote di Italia centrale e nord-occidentale.
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