Se rinasce nel Lazio è made in Abruzzo

COLDIRETTI. Tanti prodotti agroalimentari sono stati offerti dai pastori e dagli agricoltori dell'Abruzzo alle migliaia di persone che hanno visitato le aziende agricole abruzzesi ospitate, domenica scorsa, da quelle laziali al mercato coperto di "Campagna amica" della Coldiretti al Circo Massimo di Roma.

La polenta di farro, gli arrosticini di pecora, il formaggio cotto, le pizze fritte e tanti assaggi per far conoscere l’intero paniere di prodotti agroalimentari abruzzesi sono stati offerti dai pastori e dagli agricoltori dell’Abruzzo alle migliaia di visitatori che hanno visitato le aziende agricole abruzzesi ospitate, domenica scorsa, da quelle laziali al mercato coperto di “Campagna amica” della Coldiretti al Circo Massimo di Roma.
 
«Una giornata che ha il senso di una rinascita, non solo simbolica, per le 60mila imprese agricole abruzzesi - ha sottolineato il direttore della Coldiretti Abruzzo Michele Errico -. L’economia abruzzese, fortemente provata dal terremoto, si sente pronta a ripartire con entusiasmo e volontà e l’agricoltura si candida a essere il volano di questa nuova fase. Sarà difficile, ma da parte delle aziende c’è un forte desiderio di riscatto.
 
L’iniziativa lo dimostra e conferma la bontà del progetto della Coldiretti per una filiera tutta agricola e tutta italiana». Comprare abruzzese - dice la Coldiretti - è un modo importante per esprimere solidarietà concreta alle popolazioni colpite dal sisma e contribuire al rilancio dell’economia locale, ma il mercato è stato anche un’opportunità per far conoscere e apprezzare le tradizioni abruzzesi anche con la degustazione di ricette tradizionali preparate in loco e recuperando l’umile menu degli antichi pastori dell’Appennino che si cibavano con delicati formaggi di capra, polenta e minestre di legumi.
 
E' stata anche l’occasione per rilanciare i mercati degli agricoltori di “Campagna amica” in Abruzzo, presenti a Chieti, Vasto, Giulianova, Pratola Peligna, Scurcola Marsicana e Casoli. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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