Social network, tv e internet Il futuro è già cominciato
COMUNICAZIONE. Tre giorni presso la sede del Naba, la nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, a discutere di come cambiano le forme e i contenuti del comunicare. Si è trattato del primo Web design festival italiano. Il meeting, a cui hanno partecipato centinaia di giovani, è stato organizzato dall’agenzia di Bergamo “Il gioco dell’otto”.
Comunicazione orizzontale, in cui si fondono e confondono emettitori e fruitori. Questa è la nuova realtà disegnata dalle reti e dai social network, che sta cambiando il giornalismo, la comunicazione d’impresa, il marketing e anche, inevitabilmente, il nostro modo di connetterci alla realtà. Lo sviluppo di internet, ma anche dei cellulari e dei palmari, ha cambiato e sta cambiando l’antropologia, o forse si mette perfettamente a disposizione di un’antropologia che cambia decisamente per fatti suoi. Fatto sta che ormai il virtuale e il reale si intrecciano, e lo ha dimostrato una settimana fa il Wif, il primo Web design festival che si svolge in Italia. Una tre giorni in cui si sono succeduti convegni ed eventi che hanno raccontato quello che succederà nei prossimi anni, illustrato come la realtà amplificata cambierà le nostre abitudini facendoci provare su un computer il vestito che vogliamo comprare in Rete o come già oggi una puntata di Lost, telefilm di culto, sia tradotta in Italia a dieci ore dalla sua apparizione in Rete negli Usa da un esercito di sottotitolatori volontari (contro gli otto mesi di attesa che ci volevano solo nel 2005).
Siamo lontani dalle megafiere della tecnologia digitale dove la gente passa e vede, ammirata come in una camera delle meraviglie, quello che succederà nel futuro. Le centinaia di giovani e giovanissimi che hanno frequentato la sede del Naba, la nuova Accademia delle Belle Arti di Milano, sono arrivati per discutere di come si fa a costruire un sito visto dalla parte dell’utente o meglio, come ormai si dice in questi ambienti, delle persone. E di come queste persone possano effettivamente interagire per cambiarlo, il sito pensato dai comunicatori di professione. Per apprendere di come sia nata, in questi anni, accanto alla narrazione forte autoriale, quella scritta da professionisti, la storiacanovaccio, che tutti in qualche modo possono cambiare, a partire da esperienze discutibili come quella del “Grande Fratello”, che hanno comunque segnato un momento di rottura rispetto alla percezione e alla partecipazione agli eventi. Di come l’intreccio tra internet, tv e social network abbia cambiato la comunicazione e ancor di più lo farà nei prossimi anni.
Di come sia sostanzialmente morta, nel bene e nel male, l’idea stessa del diritto d’autore. Un salto nel lavoro della comunicazione dei prossimi decenni e soprattutto un assaggio di mondo che la cultura alta, da noi, considera con distanza o snobismo o non considera affatto. Tre giorni, notti bianche comprese, frequentate da una tribù ormai ampia che ha discusso di social network e applicazioni, amplified reality e marketing virale, diritti d’autore delle foto digitali e usabilità dei siti. All’interno del contenitore, un contesto di 24 ore consecutive, cioè un concorso che si è svolto tra le 14 di giovedì e le 14 venerdì, in cui 17 squadre di giovani e giovanissimi creativi di internet hanno realizzato dalla A alla Zeta e anche oltre, un portale web sulla ricerca di lavoro. In altre parole, hanno costruito su due piedi un sito il cui tema e i cui prerequisiti sono stati forniti in diretta e i cui risultati sono stati premiati da una giuria di esperti di comunicazione digitale e convenzionale.
Sono due le squadre di creativi italiani che andranno a giugno a gareggiare nel vero e proprio Wif internazionale che si tiene a Limoges, in Francia, assieme a parecchie decine di coetanei selezionati un po’ in tutti i Paesi del mondo. È stato, questo primo Wif italiano organizzato da una agenzia di comunicazione di Bergamo che si chiama “Nelsegnodell'8”, un pezzo di dibattito culturale importante: in altri decenni, le cose che sono state dette avrebbero avuto un sapore più politico rispetto a quello tutto fattuale che c’era nella tre giorni milanese. Ma i contenuti non cambiano: la democrazia della Rete è rivoluzionaria, qualunque cosa significhi. E inarrestabile: come ha detto uno dei relatori, «la tecnologia avanza in maniera incredibilmente più potente delle leggi ». Che paura. Ma anche che divertimento. Sarebbe utile che ci fosse stato, a imparare il nuovo mondo, anche qualche dirigente della sinistra.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







