Torino chiude per smog

Alessandro De Pascale

INQUINAMENTO. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, prende la decisione: domenica prossima niente auto, blocco della circolazione dalle 10 alle 18.

Ormai sembra proprio che i giudici italiani orientino anche le politiche locali contro l’inquinamento. In Procura a Torino era appena stato aperto un fascicolo sullo smog, molto simile alle inchieste già avviate e Firenze e Milano, per valutare l’efficacia delle misure antinquinamento attuate dagli enti locali. Quando il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, prende la decisione: domenica prossima niente auto, blocco della circolazione dalle 10 alle 18.
 
Da lunedì scorso era già scattato il fermo dei veicoli Euro2 diesel sia nel capoluogo che in alcuni comuni della cintura. Del resto nel mese di gennaio la città è stata fuori legge per 20 giorni, più della metà. Solo 11 quelli a norma. Nel 2009 è stata la seconda peggiore città d’Italia: 151 giorni di superamento del livello di polveri sottili nell’aria, rispetto ai 35 consentiti. Peggio del capoluogo piemontese solo Napoli, con 156 giornate fuori norma.
 
Ora l’assessore all’Ambiente del Comune di Torino, Roberto Tricarico, vuole convocare una riunione in Provincia per cercare di estendere il provvedimento a tutto l’hinterland. Lo stesso incontro, fotocopia di quello avvenuto la settimana scorsa in Lombardia, senza però dare i risultati attesi. Secondo le previsioni del centro di monitoraggio “La mia aria”, oggi in Piemonte sarà un giornata critica a cavallo tra le province di Torino, Cuneo, Vercelli e Novara. In pratica in un terzo della regione. In miglioramento la situazione in Lombardia mentre la Mal’aria si sposta in Veneto (Vicenza, Padova, Venezia e Treviso), in Emilia Romagna (Parma, Reggio Emilia, Modena e Ravenna), in Campania (in tutta l’area a cavallo tra Caserta e Napoli) e in Puglia (nell’area metropolitana di Taranto).
 
Queste le zone in cui oggi è prevista aria insalubre: «Tutti i soggetti possono incominciare ad avvertire effetti sulla salute. I membri dei gruppi sensibili possono invece andare incontro a rischi sanitari più importanti». L’Italia per correre ai ripari aveva chiesto una deroga a Bruxelles cercando di prendere tempo, fino al 2011, per rientrare nei limiti giornalieri e annuali di pm10. Ma senza presentare alcun Piano nazionale con misure concrete.
 
La risposta è stata secca: «Se gli standard europei sulla qualità dell’aria non verranno rispettati scatteranno le procedure d’infrazione». Quando avverrà «dipende dalle singole situazioni», spiegano dagli uffici del commissario all’Ambiente Stavros Dimas che lunedì scorso ha concesso una mini-deroga per la Campania ma solo nell’area beneventana, rispetto alle esenzioni che l’Italia aveva chiesto per 12 zone, tra cui aree della Puglia e della Sicilia. 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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