Turbogas, danni e pericoli
ENERGIA. Ad Aprilia sorgerà una centrale a ciclo combinato come quella esplosa negli Usa.
Domenica 7 febbraio 2010 alle 11,25 (ora locale) negli Stati Uniti, in Connecticut e precisamente a Middletown esplode una centrale turbogas di 620 Megawatt. Era in fase di collaudo. La violenta esplosione, che ha raso a terra edifici e alberi nel raggio di 1 Km, è stata udita a 50km di distanza. Non sono state diffuse chiare informazioni sul numero delle vittime ma pare che ci siano almeno 5 morti e 12 feriti. La centrale è una Siemens a ciclo combinato da 620 megawatt; l’incidente, ovviamente, avrebbe creato un ben altro numero di vittime se la centrale fosse stata costruita all’interno di un centro abitato.
In Italia sono in fase di progettazione una decina di centrali termoelettriche a turbogas, cioè impianti a ciclo combinato alimentati a gas naturale e nel Lazio le città di Aprilia e Pontinia, entrambe in provincia di Latina, sono i siti prescelti per l’insediamento. L’impianto esploso è di 150 megawatt inferiore rispetto alla centrale che si sta costruendo ad Aprilia. Inoltre qui hanno avuto la pessima idea di realizzarla nel mezzo del centro abitato, anzi addirittura a ridosso di una scuola elementare. La tipologia di impianto che si vorrebbe realizzare produrrebbe energia elettrica bruciando gas naturale e quindi producendo CO2 (anidride carbonica). Ciò pone seri problemi di impatto ambientale a livello locale, per l’enorme carico inquinante che graverebbe sulla città e le zone circostanti e, a livello globale, per il contributo all’effetto serra sul pianeta di cui tutti conoscono le conseguenze.
La centrale turbogas di Aprilia avrà una potenza di 770 MW e una produzione annua stimata di 4 miliardi di kWh circa con un investimento di 450 milioni di euro. L’entrata in funzione è prevista per il secondo semestre 2011. Sorgenia spa, che fa capo al gruppo di Carlo De Benedetti, è la società che dovrà gestire la centrale. Il presidente è Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo De Benedetti. La scelta territoriale è stata alquanto infelice visto che il territorio di Aprilia è già gravemente compromesso da quattro impianti industriali considerati “a rischio di incidente rilevante”.
Senza considerare le scorie radioattive di Borgo Sabatino che continuano a stazionare in loco. E come se non bastasse lo stesso Borgo Sabotino pare sia uno dei siti prescelti per la costruzione di una nuova centrale nucleare. Insomma il territorio pontino rischia di diventare una vera e propria bomba ecologica nonostante la Regione Lazio nel 2008 decise che “il settore termoelettrico laziale ha attualmente una potenza sufficiente a sostenere i consumi prevedibili al 2020 e non è quindi necessario aumentare la potenza attualmente installata”.
Il che vuol dire che si sta costruendo una centrale inutile e dannosa che fa gli interessi di pochi e i danni di molti, sulla cui regolarità amministrativa e burocratica si annidano dubbi e ambiguità. Visto quanto successo a Middletown quanto meno va subito rivista la costruzione di una centrale a turbogas nel pieno centro di una città.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






