Un paese fantasma, immagine del dissesto

Enzo Romeo da Vibo Valentia
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EMERGENZE. Il centro di Maierato resta evacuato. La montagna che si sbriciola e viene giù è negli occhi di tutti. Il sindaco: «Aspettiamo di avere la certezza che non si corrano rischi».

Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha promesso massimo impegno per la Calabria. «Ci dedicheremo anima e corpo» ha spiegato ai cronisti durante il sopralluogo nelle zone colpite dalle violenti piogge. Ma soprattutto, dopo aver sorvolato in elicottero il territorio di Maierato, il piccolo centro alle porte di Vibo, segnato dalla frana che ha provocato giorni fa lo scivolamento a valle di un’intera montagna. Una scena paurosa che le telecamere di mezzo mondo hanno ripetutamente trasmesso, offrendo nitidamente l’immagine del disastro.
 
La Calabria cade a pezzi e il governo cerca di metterci una pezza. I fondi per gli interventi ci sono, ha detto Bertolaso. Chissà se anche quelli che in passato per intoppi burocratici non sono arrivati. È proprio il sindaco di Maierato, Sergio Rizzo, a rilevare il segno tangibile dell’impegno profuso da Roma: «Non posso negare che questa emergenza ha una priorità. Possiamo essere certamente fiduciosi», per sperare in un sollecito ritorno alla normalità.

 

Maierato resta un paese fantasma. Il centro è ancora evacuato e per ora nessun elemento autorizza ad immaginare che è solo questione di ore. Solo tra domani e domenica si potrà capire quanto tempo ci vorrà per restituire ai cittadini sfollati le loro abitazioni. Una nonnina di Maierato ad una troupe del Tg3 Calabria confessa il desiderio di voler rientrare nella sua casa minacciata dalla montagna di fango e argilla. A patto che non esistano pericoli. «Comu voli Diu» (come vuole Dio) dice, affidandosi con un sospiro alla fede. Tra gli sfollati il disagio è palpabile.
 
Il ritorno a casa è il loro immediato obiettivo, ma l’immagine di quella montagna che si sbriciola davanti ai loro occhi resta ancora viva, inducendoli a predicare e raccomandare a loro stessi prudenza. Certo, gli interrogativi non mancano. Bisogna chiarire definitivamente le cause, perché il dissesto idrogeomorfologico della Calabria è sotto gli occhi di tutti, ma non meno evidente è la saggezza di capire che è bene affrontare la situazione con la massima calma e collaborazione con le istituzioni. La popolazione resta in attesa di risposte. Il sindaco di Maierato Sergio Rizzo, è il primo loro referente, ma non può regalare sogni. Lo impone l’emergenza: «Stiamo facendo il possibile - spiega a Terra - per riportare al più presto i nostri concittadini nelle case. Ma ancora non possiamo farlo, perché aspettiamo di avere la certezza che non si corrano rischi. Per ora, lo dico senza problemi, il centro resta evacuato». Anche le scuole, per ora, restano chiuse.
 
«Confermo, fino a domenica niente scuola - aggiunge il primo cittadino di Maierato - poi lunedì faremo il punto della situazione e decideremo, ma non sappiamo ancora cosa». Per ora è un momento di attesa. A Maierato sono rimasti tre tecnici della Protezione civile. Dovranno coordinare le attività di monitoraggio e riferire a Bertolaso nelle prossime ore. «La loro presenza - confida il sindaco - ci aiuta molto. Perché sappiamo di avere un punto di riferimento importante. I tre esperti sosterranno e coordineranno il nostro lavoro sul campo». Nessuno lo dice, per opportunità e prudenza, ma si avverte che queste sono ore decisive. Le dichiarazioni ufficiali, in verità, fanno pensare ad un programma di interventi ampio per affrontare, una volta per tutte, il gravissimo problema del dissesto del territorio. Il ritorno nel fine settimana di Bertolaso in Calabria suona quasi come una conferma.
 
Oggi, peraltro, il Consiglio dei ministri dovrebbe proclamare per la Calabria lo stato di calamità naturale, dopo che il governatore Loiero ha consegnato al capo della Protezione civile e sottosegretario la delibera della giunta da lui presieduta. Tra il governatore e l’uomo di governo sembra esserci sintonia. Lo stesso Bertolaso ha parlato di «rapporto proficuo» con il presidente della Regione Calabria. Il compimento degli atti burocratici necessari e la reciproca collaborazione, sinora dimostrata, sembrano essere i prodromi di un lavoro che è sul punto di essere avviato. In effetti lo stesso Bertolaso non ha fatto mistero che da lunedì si potrebbe iniziare a lavorare al dopo emergenza e quindi alla stesura di un progetto, quasi immediatamente esecutivo, di recupero del territorio.
 
Maierato, del resto, è stata la ciliegina sulla torta. La frana che ha gettato nella disperazione e nel terrore migliaia di persone ha rappresentato l’effetto di maggiore visibilità di un problema la cui genesi è, però, lontana. Gli incendi dolosi, l’abusivismo edilizio, i tagli dissennati di alberi - il tutto di fronte ad una classe politica sorda e poco incisiva - hanno indebolito le montagne e le colline. La Calabria ha cominciato a sbriciolarsi da almeno un anno. E dopo dodici mesi, in assenza di interventi concreti, il peggioramento è sotto gli occhi di tutti. Suona quasi come una beffa il mancato pagamento delle somme di denaro previste per il gennaio 2009 che non sono state versate ai sindaci. Non sarebbe stata la soluzione definitiva, ma a qualcosa quei soldi sarebbero serviti. Da lunedì, è giusto e corretto, ricominciare a sperare. 

 

 

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

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