Un'inchiesta non facile
PIOMBO FUSO. Emergono contraddizioni nell’inchiesta per l’utilizzo del fosforo bianco durante l’operazione Piombo Fuso.
Emergono contraddizioni nell’inchiesta per l’utilizzo del fosforo bianco durante l’operazione Piombo Fuso. L’esercito israeliano ha smentito di aver sanzionato il generale di divisione Eyal Eisenberg e il comandante di brigata Ilan Malka perché colpevoli di aver autorizzato l’uso di bombe non convenzionali, come invece si afferma in una relazione del governo dello Stato ebraico inviata alle Nazioni unite.
Il caso in questione è menzionato nel documento trasmesso da Tel Aviv all’Onu in risposta al rapporto Goldstone, che accusa Israele e Hamas di aver commesso crimini di guerra nel corso dell’invasione della Striscia di Gaza, nel gennaio del 2009. Secondo quanto riferito dal quotidiano Haaretz, il dossier dell’esecutivo parlerebbe di un richiamo ufficiale al generale Eisenberg, che tuttora guida una divisione a Gaza, e al colonnello Malka, che dirige le operazioni militari in Cisgiodania, per un abuso di autorità che mise in pericolo la popolazione civile.
«Durante un combattimento con Hamas, che secondo l’intelligence israeliana possedeva missili antitank, è stato deciso di usare il fosforo bianco per coprire le operazioni dell’esercito e rendere più difficile la visibilità per Hamas. Centinaia di munizioni al fosforo sono state lanciate nella zona e hanno colpito alcuni civili palestinesi e degli impiegati dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione», racconta il giornale israeliano.
Una versione dei fatti smentita però da un portavoce militare, che intervenendo sulla questione ha precisato che i due ufficiali avrebbero ricevuto una nota di biasimo non per la decisione di impiegare armi chimiche durante l’attacco ma per aver ordinato il ricorso al fuoco di artiglieria in una zona fittamente abitata, il rione di Tel al-Hawa di Gaza. Un ordine impartito in contrasto con le regole di combattimento dell’esercito di Tel Aviv.
Il portavoce ha inoltre ricordato che già nell’aprile scorso le Forze di difesa israeliane (note anche con l’acronimo Tsahal) avevano ammesso di aver fatto un uso limitato di munizioni di artiglieria con «una componente minima» di fosforo nel corso della operazione Piombo Fuso, aggiungendo che l’impiego di questo genere di proiettili sarebbe comunque conforme al codice di guerra. «Tsahal non ha alcun timore di indagare se stesso affinché sia possibile correggere quanto necessita di essere corretto e affinché i suoi comandanti possano guardare negli occhi i loro sottoposti», ha dichiarato il portavoce, aggiungendo che al momento nell’esercito sono in corso altre 29 indagini interne.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






