Veicoli inquinanti in base alla città
SMOG. Oggi a Milano si riuniscono i sindaci del Nord. Ecco tutte le differenze e le deroghe in vigore in Italia.
Si riunisce oggi a Milano un vertice di sindaci (o assessori) dei capoluoghi del Nord Italia per discutere della lotta allo smog. Come è stato reso noto nelle ultime ore ci sarà anche il varo dell’iniziativa simbolica, ma grande, della domenica a piedi contemporanea il 28 febbraio. Ma tra le domeniche a piedi e i mitici interventi strutturali sempre evocati (in genere ci si riferisce agli investimenti per il trasporto pubblico) c’è un grande capitolo su cui si è lavorato male in questi anni: quello dei blocchi ai veicoli più inquinanti.
I provvedimenti di limitazione selettiva del traffico inquinante sono in vigore solo nei capoluoghi di provincia e nelle aree più urbanizzate. Questo può essere anche comprensibile, perché diversa è la possibilità di avvalersi del trasporto pubblico e della bicicletta nelle aree più densamente popolate. Ma i provvedimenti sono diversi a seconda della regione, della provincia, della città. Queste differenze non dipendono dalla diversa concentrazione degli inquinanti ma da questioni politiche e amministrative. Forse scaturiscono anche dai diversi contesti socioculturali ma non è sicuro, bisognerebbe fare una ricerca. In ogni caso le incongruenze sono spesso paradossali: per calendario, orario, deroghe.
Se a Torino e Verbania si possono fermare i veicoli Euro2 diesel anche ad agosto, non si capisce perché nelle città delle altre regioni possano circolare dal 15 aprile al 15 ottobre in Lombardia e dal 1 aprile al 1 novembre in Emilia. Continuiamo con l’esempio dell’Euro2 diesel guardando l’orario quotidiano del fermo feriale. Se nelle città lombarde lo stop dura 12 ore, non si capisce perché altrove si oscilla tra le 10, le 6 ore, le zero ore. Non si capisce il motivo per cui in Veneto, viceversa, l’Euro2 diesel non venga considerato inquinante e possa circolare ovunque.
Accenniamo poi agli esoneri di ordine, diciamo così, sociale. Non si capisce perché un 65enne possa circolare a qualsiasi ora su qualsiasi veicolo a Torino, Vicenza, Parma e Reggio Emilia, mentre altrove – giustamente - l’inquinamento non ha età. Ma non è finita qui. A Parma c’è la deroga solo se il 65enne guida il proprio veicolo, a Vicenza se sta utilizzando il proprio o di un familiare anche non convivente, a Reggio Emilia solo quello del familiare convivente, a Torino anche se guida mezzi extrafamiliari.
Ancora più incomprensibile, se possibile, il motivo per cui in alcune città si può accompagnare col vecchio diesel i figli a scuola, mentre in altre no. E a che scuole? A Reggio Emilia solo fino alle elementari, a Bologna Modena e Ferrara anche alle medie inferiori, a Parma e Piacenza non risulta questa deroga. In compenso a Piacenza sono esonerate dal blocco le auto di chi ha quattro figli, anche se non li sta trasportando.
Altra deroga curiosa è quella che consente a tutte le auto, anche inquinanti, di circolare se hanno 3 persone a bordo. È così in Lombardia, Emilia e Veneto ma non nelle città piemontesi. Tranne che a Vercelli. Neanche l’Anci, che si riunisce oggi a Milano, ha il quadro esatto di tutte le stranezze a cui arriva il localismo delle decisioni. Dovrebbe fare una cosa semplicissima: equipararle al livello più impegnativo, dato che lo smog è comunque troppo alto.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






