«Acerra, una ferita»

(Terra Campania)

PROTESTA. La città del termovalorizzatore ha ritirato i rappresentanti dall’Osservatorio.

Il Comune di Acerra ha deciso di ritirare i propri rappresentanti dall’Osservatorio ambientale del termovalorizzatore, istituito dal governo, in segno di protesta contro «il mancato confronto con le istituzioni sovracomunali» sulle decisioni prese per l’impianto. La notizia è stata resa nota dal sindaco Tommaso Esposito, il quale ha annunciato che l’ente comunale «intraprenderà tutte le iniziative necessarie per difendere il diritto di Acerra a non essere calpestata».
 

«Il termovalorizzatore e la sua realizzazione - spiega Esposito - rimangono una ferita democratica inferta a questo territorio e a questa comunità e l’Osservatorio non può esserne il ‘cappello’. Nessuno può immaginare che quella parte del territorio, dichiarata con enfasi di interesse strategico nazionale, sia stata definitivamente ‘espropriata’ alla comunità acerrana e tutte le decisioni che si assumono e si continuano ad assumere prescindano totalmente dalla volontà dei cittadini. La grave latitanza delle istituzioni dal confronto con l’Amministrazione comunale di Acerra non può continuare ad essere tollerata».

 
Il sindaco, infine, sottolinea che l’Osservatorio Ambientale è stato utile, in una fase di gestione straordinaria, «per assicurare un’informazione sulle attività e le vicende dell’impianto, ma anche per definire e approvare un progetto, fortemente voluto dal Comune di Acerra, di monitoraggio epidemiologico e ambientale, di valenza regionale, che richiede l’istituzione di una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, che potrà avviarsi se e quando governo nazionale e Regione Campania decideranno di passare ai fatti».
 
«Restano aperte - conclude il primo cittadino - tra l’altro, questioni legate allo scarico delle acque, il sistema di controllo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, il percorso delle scorie in uscita dall’impianto, e la speciazione delle particelle pm10».  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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