“Facciamo l’impresa” Così Bortolussi ci prova
ELEZIONI. Una campagna dominata dai temi del lavoro e della crisi. Ma anche dallo spettro del nucleare.
Sorride, Luca Zaia, sotto il suo “Prima il Veneto”. Appena il tempo di sfilarsi il grembiulino di Mc Donalds, tra gli ultimi show da ministro delle Politiche Agricole, ed è già ora di fare le valigie. Dopo avere espugnato (si fa per dire) la multinazionale del cibo spazzatura, si prepara a conquistare anche Palazzo Balbi. Sulla rotta del ministro-candidato ci sono gli altri sei aspiranti alla presidenza della Regione Veneto: Giuseppe Bortolussi, designato dal centrosinistra, il centrista Antonio De Poli, gli indipendentisti Gianluca Panto e Silvano Polo, l’estrema destra di Paolo Caratossidis, il grillino David Borrelli. Un altro indipendentista, Loris Palmerini, si è già perso per la strada e non arriverà neppure al voto del 28 e 29 marzo: candidatura bocciata, una sola firma non basta. Con il deposito ufficiale delle liste, termine scaduto il 27 febbraio, i giochi si sono chiusi.
Ed è iniziata la campagna elettorale. Dominata inevitabilmente dai temi del lavoro e della crisi. Ma anche dallo spettro del ritorno al nucleare, con cui gli aspiranti presidenti si ritrovano a dover fare i conti, dopo la sterzata imposta dal governo. Proprio il Veneto è uno dei siti indicati per possibili nuove centrali. Contrari si sono dichiarati Bortolussi e De Poli, come pure Zaia, almeno per quanto riguarda il Veneto. L’ambiguità del ministro è quella di molti candidati del centrodestra: favorevoli in linea di principio alle centrali, contrari se ricadono nel loro bacino elettorale. Chi rivendica orgogliosamente, fin dal simbolo, la scelta antinucleare e l’acceleratore pigiato sulle energie alternative è la lista Idea, novità di questa tornata elettorale.
Nata dalla fusione tra Verdi veneti e Movimento Etico Solidale, mette al centro del suo programma l’impegno ecologista, per uno sviluppo etico e sostenibile, la promozione delle energie alternative, il risparmio energetico, un sobrio uso delle risorse naturali, l’agricoltura biologica e biodinamica, la difesa dei beni comuni. Una pianta, quella di Idea, che ha le sue radici nelle reti sociale solidali, dal Commercio quo e Solidale, alla Finanza Etica, dall’agricoltura biologica al vasto mondo del volontariato. Idea Veneto sostiene, nella coalizione di centrosinistra, il candidato presidente Giuseppe Bortolussi, direttore della CGIA di Mestre. Bortolussi che non a caso si presenta con lo slogan “Facciamo l’impresa”, che non solo ricorda l’attenzione per il mondo del lavoro e della piccola impresa, ma in fondo ammette pure la difficoltà del compito che attende il centrosinistra veneto.
Le cinque liste che appoggiano Bortolussi sono il Partito Democratico, l’Italia dei Valori, Idea (Italia Democratica Etica Ambientalista), la Federazione della Sinistra (Prc-Pdci), Sinistra Ecologia Libertà-Psi. Dovevano esserci anche i Radicali, ma tra molte polemiche la loro lista è saltata: non ha ottenuto il quorum di firme per la presentazione in nessuna provincia. Mentre la Liga Veneto Autonomo correrà a sostegno di Bortolussi solo nella provincia di Vicenza. Ha l’appoggio di tre liste, invece, il ministro Luca Zaia. Oltre naturalmente alla sua Lega NordLiga Veneta, lo sosterranno il Popolo della Libertà e la nuova lista Alleanza di Centro-Democrazia Cristiana, che riunisce tra l’altro alcuni transfughi dall’Udc. Tanto si sente la vittoria in tasca il centrodestra, che negli ultimi mesi si è impegnato più a litigare al suo interno che a corteggiare il voto dei veneti.
All’ultimo sangue la battaglia consumatasi per i posti nel blindatissimo listino del presidente. Secondo gli ultimi sondaggi pre-campagna elettorale, la coalizione di centrodestra si attesterebbe oltre il 60 per cento. Ora la vera prova di forza sarà quella tra Lega e Pdl. Se Zaia grida “Prima il Veneto”, il centrista Antonio De Poli risponde, piuttosto, “Slega il Veneto”. Una metafora che spiega in modo eloquente la decisione di correre da soli nel dopo Galan. Le liste che sostengono la corsa dell’onorevole Antonio De Poli sono due. Si tratta dell’Unione di Centro, con l’apporto di Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli, e dell’Unione Nord Est, che mette insieme l’Intesa Veneta, Progetto Nordest e Liga Veneta Repubblica.
Alla corsa per Palazzo Ferro Fini prende parte in solitaria anche il Movimento Veneto a 5 Stelle, vicino a Beppe Grillo e che candida a governatore David Borelli, consigliere comunale a Treviso. Ci sono poi Forza Nuova con Paolo Caratossidis, il Partito dei Veneti che candida Silvano Polo, e il Partito Nasional Veneto, guidato da Gianluca Panto. La presentazione delle liste ha riservato anche al Veneto qualche caso eclatante. Non si contano vittime “illustri” come in altre regioni, ma qualche problemino c’è stato. Lo scandalo più clamoroso, quello che ha coinvolto la lista padovana del Popolo della Libertà: quattro defunti tra i nomi dei sottoscrittori. La denuncia è partita dall’ufficio elettorale di Monselice (Padova): le firme in questione ora sono sotto sequestro e sul caso sta indagando la Procura della Repubblica.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







