A Bologna la ricerca dà spettacolo... in piazza

Federico Aragona
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EVENTI. Da oggi e fino al 21 marzo la quinta edizione del festival Scienza in piazza. Mostre, exhibit, incontri con esperti delle discipline più affascinanti e in auge del momento, spettacoli e laboratori per coinvolgere un pubblico di ogni età.

Bio e nanotecnologie, robotica, astronomia, risparmio energetico e sostenibilità ambientale, scienza per la salute, ma soprattutto le neuroscienze sono le protagoniste assolute dei maggiori festival di scienza italiani. Non fa eccezione quello di Bologna dove da oggi fino al 21 marzo si svolge la quinta edizione di Scienza in piazza, una kermesse di alto profilo culturale in cui i migliori ricercatori da tutto il mondo sono chiamati a presentare le loro teorie e più importanti scoperte nei rispettivi campi di competenza.
 
A un pubblico non di addetti ai lavori, ma fortemente motivato e interessato ai progressi della scienza. Un pubblico, peraltro, non esiguo se si pensa che nel 2009 hanno seguito la manifestazione ben 120mila visitatori e 70mila partecipanti attivi. Con l’obiettivo di far uscire la ricerca dalle accademie per renderla accessibile a tutti, anche quest’anno la Fondazione Marino Golinelli che ha ideato l’evento con la collaborazione del Comune di Bologna, porterà nel cuore del capoluogo felsineo un vero e proprio science center, con mostre, exhibit, incontri, spettacoli e laboratori che coinvolgono il pubblico di ogni età, soprattutto i giovani.
 

In programma oltre un centinaio di eventi per esplorare i grandi temi della scienza e della cultura con importanti ospiti. Da Guido Barbujani a Giovanni Bignami, da Edoardo Boncinelli a Flavio Caroli, da Davide Cassi a Philippe Daverio, da Silvia Evangelisti a Vittorio Gallese, da Giulio Giorello a Lamberto Maffei, fino a Eugenio Riccomini, oltre a numerosi studiosi impegnati nei più rilevanti progetti di ricerca europei. Tra i temi affrontati dagli esperti, quelli più “caldi” del momento in ambito scientifico, con le neuroscienze cognitive a fare la parte del protagonista. Un’occasione senza dubbio importante per conoscere dalla voce degli esperti alcuni studi di rilevanza internazionale, e per sentirli discutere dei limiti e delle potenzialità delle applicazioni pratiche, immediate e future di alcune significative scoperte. Con il Centro studi e ricerche in neuroscienze cognitive e l’Embodied cognition lab del dipartimento di Psicologia dell’università di Bologna, ad esempio, si indaga il funzionamento del cervello legato alle diverse modalità sensoriali fino alla nuova concezione della “embodied cognition”.
 
Da segnalare poi altri interessanti appuntamenti. Con Air Robot e l’evento dal titolo Una Mano volante per lavorare in sicurezza in luoghi a rischio si esplora il mondo della robotica utile, dagli Uav, piccoli aerei senza pilota, alla costruzione di una vera e propria “mano volante” per lavorare in sicurezza in luoghi a rischio. Il progetto Cataflu.or, nella rassegna La chimica può aiutarci a curare l’influenza?, spiega invece come sia possibile ottenere farmaci contro l’influenza con nuovi metodi di sintesi, semplici e innovativi anche in termini di costo e disponibilità. Mentre il progetto Namaste, nell’incontro dal titolo Gli scarti possono diventare nuovi alimenti? si propone di valorizzare gli scarti dei prodotti commestibili (in un mondo in cui oltre un miliardo di persone soffre la fame) per la produzione di mangimi e ingredienti alimentari.
 
Al connubio tra arte e scienza, che sarà il tema portante dell’edizione 2011, è dedicata infine un’intera sezione che include una serie di incontri, laboratori hands-on e la rassegna sperimentale di arte contemporanea e scienza Antroposfera. Nuove forme della vita. A coordinare i Dialoghi dell’Arte e della Scienza sarà Philippe Daverio. Ospiti d’eccezione i due neuroscienziati Vittorio Gallese e Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia dei Lincei, il filosofo della scienza Giulio Giorello, gli storici dell’arte Eugenio Riccomini e Flavio Caroli. 

Info: www.lascienzainpiazza.it  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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