Bonelli, stop al digiuno

Valerio Ceva Grimaldi
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PROTESTA. Angelo Bonelli, il leader dei Verdi ricoverato da 2 giorni in clinica in seguito a complicazioni, nel pomeriggio di ieri ha annunciato la sospensione della sua forma di protesta.

«Di fronte all’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo uno sciopero della fame durato 34 giorni ho deciso di sospendere la mia protesta. Lo faccio per la sensibilità dimostrata dal presidente della Repubblica e per l’affetto dimostratomi da tanti cittadini» Angelo Bonelli, il leader dei Verdi ricoverato da 2 giorni in clinica in seguito a complicazioni, nel pomeriggio di ieri ha così annunciato la sospensione della sua forma di protesta. Il digiuno si ferma, la battaglia per una maggiore democrazia informativa prosegue più determinata che mai.
 
«Non posso nascondere - spiega Bonelli - che ho vissuto questi 34 giorni in una grande solitudine politica ma con grande calore da parte dei cittadini. Noi Verdi abbiamo protestato per un problema che riguarda le basi della democrazia nel nostro Paese: non può esserci infatti democrazia se non c’è un’informazione libera di trattare temi che riguardano la salute e la vita dei cittadini». 

 

La denuncia di Angelo Bonelli, comunque, rimane ferma: «L’occultamento dei dati epidemiologici e delle vittime sullo smog, il dissesto idrogeologico che uccide, la mancanza di una discussione seria su come mettere in sicurezza il nostro territorio e l’assenza di contraddittorio rispetto al nucleare sono tutti sintomi di un sistema informativo che ignora le priorità del paese. La nostra battaglia per un’informazione realmente libera e democratica – ha però assicurato - continuerà nel Paese con tutti gli strumenti non violenti che abbiamo a disposizione. Ringrazio tutte le persone e le associazioni che mi sono state vicine e le parole del presidente Napolitano, che mi hanno convinto a sospendere la protesta».
 
Intanto, nella giornata di ieri sono proseguite le manifestazioni di solidarietà nei confronti della battaglia per il pluralismo tematico portata avanti dal presidente e dall’intero partito. «Quella di Bonelli è una battaglia di civiltà e di diritto», ha affermato il segretario di Radicali italiani Mario Staderini. «Sino a quando agli italiani verrà negato il loro diritto a conoscere per deliberare sarà impossibile che questo Paese possa avere le riforme di cui ha bisogno. Ha ragione Bonelli, non si tratta solo di presenze dei partiti ma di interi temi cancellati perché scomodi: pensiamo, insieme ai temi ambientali, alla giustizia, all’assenza di pluralismo religioso nell’informazione e al format diritti umani che da anni viene richiesto da ogni parte».
 
Staderini chiama in causa i vertici della tv pubblica: «Il presidente e il direttore generale della Rai prendano impegni concreti». Paolo Ferrero, portavoce della Federazione della sinistra, ha rilanciato l’allarme sull’oscuramento tematico che la sua forza politica, insieme ad altre come i Verdi, sta subendo: «Ci sono forze che rappresentano alcuni milioni di voti – ha osservato - che sono oscurate mentre altre che ne raccolgono molto meno ma fanno parte della maggioranza di governo che hanno molto spazio. Questo è vergognoso e voglio esprimere solidarietà ad Angelo Bonelli». Sulla stessa linea Roberto Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, parlamentari ecologisti del Pd: «La denuncia di Bonelli non deve restare inascoltata: ai temi dell’ambiente va data piena cittadinanza negli spazi d’informazione del servizio pubblico Rai, a cominciare dai talk-show come Anno Zero, Ballarò, Porta a Porta che finora li hanno sistematicamente ignorati. In tutta Europa all’ambiente sono dedicate le aperture dei grandi quotidiani, i titoli di testa dei tg, i grandi programmi di approfondimento. Dappertutto è così, tranne che in Italia».

 

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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