A caccia con il boomerang

Gianpaolo Silvestri

IDEE. Il dato più clamoroso del sondaggio Ipsos delinea una stragrande maggioranza di cittadini italiani contrari alla caccia, esattamente il 79%: una enormità, una sensibilità verso gli animali e la natura volutamente ignorata.

Evviva il divo Giove Pluvio che ha accolto i portatori di doppietta ululanti nelle vie della Capitale, con violenti scrosci di pioggia, vento da Bora triestina e gelo invernale. Freddissima accoglienza più che meritata - non solo meteorologicamente parlando - specialmente se valutiamo i consolanti risultati del sondaggio elaborato dalla Ipsos e diffuso in questi giorni. Il dato più clamoroso delinea una stragrande maggioranza di cittadini italiani contrari alla caccia, esattamente il 79%: una enormità, una sensibilità verso gli animali e la natura volutamente ignorata.
 
Oltremodo impopolare poi l’ignobile ipotesi  governativa di allargare la stagione  venatoria (vero obiettivo della marcia su Roma) e di decimare anche specie protette. Non graditi inoltre - sempre stando all’indagine demoscopia commissionata dalle associazioni Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf - i politici che simpatizzano con il criminale sentire dei cacciatore e durissimi nel voler negare il diritto d’accesso alle doppiette in terreni privati. In sintesi un clamoroso flop la manifestazione della Confavi, folcloristicamente dedicata alla «difesa e alla promozione della cultura rurale» e per la quale i cacciatori avevano scritturato elefanti, contattato circhi, ripulito acquari, lucidato canne da fucile e caricato cartucce. Finalmente una buona notizia in questi tempi bui, finalmente dei segnali di civiltà; finalmente parole chiare contro la barbarie dei seguaci di Diana.
 
I cacciatori sono scesi in piazza per allargare la stagione venatoria e il primo effetto ottenuto è la richiesta di referendum abrogativo lanciata dal leader dei Verdi Angelo Bonelli. La prova di forza voluta dal partito delle doppiette si è risolto in un beneaugurante boomerang e possono davvero sorridere soddisfatti gli “animali politici” che campeggiano sornioni nei bellissimi manifesti elettorali del “Sole che ride”. L’unica associazione di un certo peso che aveva aderito all’appello della Confavi, la Confagricoltura, si è sganciata all’ultimo momento: ha dato il proprio patrocinio ma non ha partecipato perché era a Montecitorio per la contemporanea manifestazione a sostegno del settore del tabacco. Per il resto sembrava di essere con mago Zurlì allo Zecchino d’oro: 44 gatti in fila per sei con il resto di due. Questa ultima coppia di felini a forte rischio perché si teme destinati alla “rurale” padella di Beppe Bigazzi.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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