Cartoline dal Cadore

Giannandrea Mencini (Terra Nordest)
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CULTURA. Il sito www.taidicadore.com di Umberto Brancaleoni raccoglie 218 cartoline di Tai, paese delle Dolomiti bellunesi. Un originale archivio importante anche dal punto di vista storico.

«Nel 2006 ho comprato la mia prima cartolina di Tai di Cadore, paese delle Dolomiti bellunesi dove sono nato e abito. Da quel momento ho cominciato a collezionare cartoline del mio paese, con il passare del tempo mi sono incuriosito nel vedere gli enormi cambiamenti che hanno caratterizzato Tai specialmente dagli anni settanta in poi. Non voglio giudicare se la trasformazione del paese l’ha reso più o meno bello. Certo che é molto interessante sapere com’era un secolo fa e com’é cresciuto negli anni. Nonostante Tai di Cadore sia un piccolo paesino di montagna la varietà di cartoline che lo ritraggono é notevole e questo é dovuto alla fama di località turistica di cui questo paese ha sempre goduto. Con il passare del tempo la mia raccolta é cresciuta e ho voluto renderla pubblica sul web perché credo possa interessare anche altre persone».
 
Con questo messaggio si apre l’originalissimo sito www.taidicadore. com di Umberto Brancaleoni che raccoglie 218 cartoline di questi splendidi posti. è davvero interessante studiare i luoghi, i paesaggi e la loro mutazione nel corso degli anni, attraverso queste semplici stampe. Questo originale archivio risulta importante dal punto di vista storico. E Brancaleoni, per far percepire al massimo il cambiamento che avviene con il passare degli anni, ha diviso la raccolta per luoghi in modo tale che sia possibile confrontare l’effetto del tempo sulla stessa casa, chiesa, fontana o ambiente naturale. Così la vecchia fontana nel centro di Tai, la chiesa situata poco sopra, la vecchia ferrovia che attraversava il paese nella tratta oggi tanto ridiscussa Calalzo-Cortina, il campo di pattinaggio, i panorami estivi o invernali delle montagne e vallate di Tai e Nebbiù visti dal “Pico di Roda” piuttosto che dalla splendida Chiesetta alpina di San Dionisio, sono una documentazione preziosa per uno studio del “luogo” inteso come elemento vitale di “appartenenza” di una comunità storica, tradizionale ed identitaria come quella cadorina.
 
La lettura dei dati e dei commenti alle cartoline aiutano a percepire aneddoti e situazioni tipiche degli abitanti del luogo e dei vacanzieri che affollavano storicamente queste vallate. Belle pure le cartoline dedicate ai costumi tipici del posto che mostrano le donne cadorine impegnate nelle secolari quotidiane attività di trasporto del fieno, della legna o del latte spesso in compagnia dei giovani figli. Da tutte queste immagini traspare un senso di semplicità nel cogliere tanti aspetti tipici della vita quotidiana e lo stesso ambiente o paesaggio fotografato appare davvero un elemento quasi in simbiosi con la vita della comunità. Brancaleone nella premessa afferma di non voler giudicare se le trasformazioni avvenute sul territorio hanno reso la vallata più bella o brutta, non lo facciamo nemmeno noi ma i serpentoni di auto che ogni fine settimana “aggrediscono” questo piccolo paese, privato della sua vecchia ferrovia, ci fanno guardare a queste cartoline con una certa nostalgia.

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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