Da Rosarno a Roma per chiedere diritti

INCONTRO. Alcuni dei lavoratori cacciati da Rosarno sono finiti a Roma e hanno deciso di reagire, di esigere giustizia, dignità e diritti. Chiedono regolarizzazione, accoglienza e lavoro. Per discuterne insieme è previsto un incontro-dibattito con proiezione di video e testimonianze per domenica 14 marzo dalle ore 16.

Da quasi due mesi, a Roma, alcune centinaia di lavoratori africani si aggirano per la città. Dormono per strada, o in ricoveri di fortuna, raccogliendosi come possono sui marciapiedi dell’inverno capitolino, senza potersi lavare, senza neppure i soldi per telefonare a casa. Sono i lavoratori cacciati da Rosarno. Sono giovani uomini che hanno lasciato Paesi devastati da un’economia malata e da guerre civili, hanno attraversato il deserto e il mare prima di approdare sulle nostre coste.
 
Ad accoglierli hanno trovato leggi che difficilmente consentono loro una forma di regolarizzazione, ma che anzi li rendono rei e punibili. Quindi anche ricattabili, sfruttabili, invisibili e privi di diritti. A Rosarno, da circa vent’anni, i braccianti arrivano in autunno, sempre più numerosi, per raccogliere arance e mandarini. Venticinque euro al giorno, questo il loro prezzo. Tanto basta a comprare la loro fatica e a fargli sopportare il freddo dentro i relitti di industrie mai nate, stipati in capannoni col tetto d’amianto, senza elettricità, né riscaldamento.
 
Dopo i fatti del 7 gennaio gli ultimi degli ultimi si sono ribellati a una condizione denunciata a più riprese, giudicata intollerabile dalle stesse istituzioni, ma la loro ribellione è stata comunque considerata ammissibile. Caricati a centinaia in autobus, i braccianti sono stati abbandonati nei Centri di identificazione di Crotone e Bari. Mentre le strutture fatiscenti che li ospitavano sono state distrutte e a Rosarno è tornata la quiete.
 
Alcuni di loro, finiti a Roma, hanno deciso di reagire, di esigere giustizia, dignità e diritti. Chiedono regolarizzazione, accoglienza e lavoro. Per discuterne insieme è previsto un incontro-dibattito con proiezione di video e testimonianze per domenica 14 marzo dalle ore 16 al Csoa Ex-Snia viscosa in via Prenestina 173.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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