Dalle parole ai fatti: Pianta un albero
CAMPAGNA. Piantala di parlare di ambiente e pianta un albero. È questo lo slogan della campagna dell’associazione ecologista Corita promossa a Taranto dall'entomologo Valentino Valentini.
Piantala di parlare di ambiente e pianta un albero. È questo lo slogan della campagna dell’associazione ecologista Corita promossa a Taranto dal entomologo Valentino Valentini. Tutti i candidati alle elezioni regionali che vogliano dimostrare il proprio impegno concreto per la qualità della aria sono chiamatil acora settimana alla cerimonia di piantumazione di alberi davanti al Teatro Tatà di Taranto. All’iniziativa hanno già aderito Ezio Stefano sindaco della città tristemente nota per l’altro tasso di inquinamento dovuto allo stabilimento dell’Ilva. Qualcosa a cui i membri del Corita non vogliono rassegnarsi, per questo portano avanti non solo un progetto riforestazione urbana ed exrtraurbana, ma con metodi di “lotta” culturale e naturalistica l’associazione sogna una rinascita verde della città.
Una lotta che parte dall’insegnamento del rispetto della natura sin dalla tenera età, al progetto di riforestazione infatti hanno già aderito molte scuole di Taranto, l’associazione propone dei filmati didattici per l’acquisto di alberi e piante odorose e fiorifere, che apportino biodiversità entomologica. Spesso dimenticati, gli insetti si spariscono e spesso non si accorge nessuno. Nessuno a parte il professore Valentini che, negli ultimi anni, ha dedicato buona parte dei suoi studi all’effetto del riscaldamento climatico sugli insetti. «Effetti che ci riguardano da vicino» spiega. Senza cedere al catastrofismo, però, i membri del Corita lavorano alla ricostruzione della biodiversità autoctona, non per questo però rinunciano a simpatici blitz fuori porta. A Copenaghen, durante la Summit sul clima, sono andati davanti al centro conferenze con piccoli arbusti piantati negli zaini. Dalla Puglia alla Danimarca, sono ormai noti come “il popolo degli alberi”.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






