Doppia fiducia ad personam. Premier e ministri fuori processo
Avevano chiesto la diretta tv affinché fosse garantita trasparenza per quello che si presenta come «l’ennesima provvedimento per favorire il presidente del Consiglio». Negato il collegamento Rai con i lavori del Senato impegnato nel voto finale sul legittimo impedimento, i membri dell’opposizione hanno comunque raggiunto l’obiettivo a suon di slogan, scritte provocatorie sulle magliette e sit-in in Aula.
Protagonisti della bagarre, i membri dell’Idv che si sono accomodati per terra, di fronte agli scrigni della Presidenza, per denunciare un «Parlamento sotto sequestro da parte della maggioranza, sfibrato nelle sue funzioni, umiliato per la continua compressione dei tempi di discussione dei provvedimenti». In ventidue mesi di legislatura, ieri è stata votata la trentunesima fiducia su un provvedimento, quello che appunto garantisce la sospensione, con conseguente rinvio obbligato dell’udienza, dei processi a carico del presidente del Consiglio e ministri quando occupati in funzioni istituzionali, che il Partito democratico non fatica a individuare come «ad personam, fondato su privilegi e impunità». Una fiducia che, ancor più delle precedenti, ha scaldato gli animi per i tempi relativamente larghi che erano a disposizione per la discussione degli emendamenti al disegno di legge.
Ma anche perché posta su un testo di iniziativa parlamentare, sostenuto dalle file dell’Udc come “male minore” rispetto alla ben più pericolosa approvazione del ddl sul processo breve che si intendeva così scongiurare. In definitiva, dunque, su un provvedimento che non è mai comparso nel programma di governo. Ciononostante, bloccato il tutto, dopo la raffica di critiche che ha colpito il presidente del Senato Schifani per l’avallo dato alla procedura, il testo sul legittimo impedimento si appresta a diventare legge dello Stato nei suoi due articoli che ne costituiscono il corpo: il primo che rinvia l’udienza ogniqualvolta il presidente del Consiglio è impossibilitato, per i suoi compiti di governo, a comparire nel processo in cui è risulta imputato, il secondo che estende questa facoltà a tutti i ministri per i quali vale come ulteriore scusante anche lo svolgimento di «ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo».
Quest’ultima condizione, unita alla clausola che riconosce il legittimo impedimento sulla base di una semplice autocertificazione di Palazzo Chigi, ha spinto l’Udc all’astensione, che in Senato vale come voto contrario. Fuori da Palazzo Madama, uniti nella protesta, i militanti del “Popolo viola”: «Per non rischiare un sicuro parere di incostituzionalità - hanno fatto sapere in un comunicato - proponiamo alla maggioranza parlamentare un cambiamento dell’art. 3 della nostra Costituzione: “Fatta eccezione per il premier, tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”». E sabato, all’appuntamento di piazza del Popolo a Roma scelta dall’opposizione per protestare contro il decreto “salva liste”, si avrà un ulteriore motivo per alzare la voce.







Commenti
Siamo stufi
Ho scelto questa notizia come molte altre in questi giorni per dire che molti di noi, cittadini, siamo stufi di sentir parlare di cose strettamente legate alla politica.... alla sua gestione e di argomenti correlati ad ideologismi in genere. Vorremmo sentir parlare di soluzioni che nessun politico, avendo la testa altrove, formula o propone. Vorrei parlare delle fabbriche che chiudono e le produzioni trasferite all'estero. Premetto che la mia estrazione NON E' DI SINISTRA, ANZI!! E premetto che, forse ancora per poco, ho un posto di lavoro che con le fabbriche non c'entra nulla. Però sono sinceramente In.......to per il fatto che nessuno pensi a fermare questa emorragia. Ho sentito tra le ultime notizie di un tg, che chiude la OMSA x trasferirsi all'est. Perchè non pensare a 2 semplici LEGGINE:
1 Impedire a chi chiude per riaprire fuori di vendere/trasferire/affittare le strutture di produzione ed i macchinari.
2 Permettere per legge di continuare a produrre il marchio con la dicitura EX cioè EX-OMSA magari scrivendo prodotto dagli operai italiani ed affidandogli la produzione.
Tutti noi, automaticamente riconoscendo quel prodotto che compriamo da sempre negli scaffali vicino al marchio OMSA ed allo stesso prezzo e forse a qualità migliore senza dubbio acquisteremo il prodotto EX.
Anche solo per convenienza, questo perchè chi trasferisce abbatte i costi di produzione ed aumenta i profitti! Non ribassa i prezzi.
Grazie per avermi ascoltato...e pensare che la politica mi dà il voltastomaco e quando ho pensato a tutto ciò ascoltando la notizia mi stavo lavando i denti. Forse è il caso che i ns politici inizino a lavorare!!!!!