Green H.e.r.o.i.n. per Motel Connection
MUSICA. Un nome a effetto per il nuovo lavoro di Samuel e soci, ma il tema principale è l’ambiente e un progetto del Politecnico di Torino che utilizza scarti per realizzare prodotti a impatto zero.
E' uscito in questi giorni H.e.r.o.i.n, il nuovo lavoro dei Motel Connection, capitanati dal leader dei Subsonica, Samuel, che insieme a Pierfunk e Pisti, formano il gruppo più amato dai cultori dell’elettronica. A tutti coloro che già stanno pensando di manifestare contro la distribuzione e la pubblicizzazione in tv del disco a causa del titolo, diciamo subito che è solo un piccolo stratagemma per attirare l’attenzione, nessun nuovo caso Morgan, perché H.e.r.o.i.n in questo caso con lo stupefacente non c’entra nulla, ma è semplicemente l’acronimo di una nobile causa ambientalista. Ne parliamo con Samuel.
H.e.r.o.i.n, ovvero Human environmental return of output/input network, perché?
Il titolo è dovuto al rapporto che abbiamo instaurato col Politecnico, che basa la sua ricerca sugli elementi presenti in natura. Hanno la particolarità di utilizzare come materia prima, input, lo scarto di altri elementi. Le aziende che lavorano con questo meccanismo abbassano drasticamente l’impatto ambientale perché si riutilizza materiale che altrimenti sarebbe scartato. Questo meccanismo ci ha appassionato tantissimo e abbiamo voluto raccontarlo.
Quanto ha influito il fatto che l’acronimo diventasse la parola Heroin?
Voleva essere una sorta di provocazione nel senso che se tu lo leggi senza attribuirgli il reale significato, attira l’attenzione. Andando poi a leggere il sottotesto non si parla di stupefacenti ma di altro.
La forte connotazione ambientale collima un po’ con il Paese dove vivi…
Un disastro culturale: nel momento in cui un Paese viene spogliato della propria capacità di decidere, di poter aver un propria idea, automaticamente si può far passare qualsiasi cosa come vera. Il nucleare è una bufala enorme. Non riesce a colmare le nostre esigenze energetiche e produce delle scorie che avvelenano il territorio come già sta accadendo. Però questa cosa porterebbe grandi guadagni per appalti, per i tantissimi meccanismi sudici che purtroppo animano il nostro Paese.
Quali sono le novità dei Motel Connection?
La novità principale è che volevamo trattare di creatività. Di questo argomento è intriso il disco. La creatività oggi ci viene preclusa, viene permessa solo a chi di essa vive. Noi crediamo che possa essere una potente arma che le persone hanno per risolvere i problemi quotidiani e poter vivere una vita migliore.Abbiamo raccolto a 360 gradi e la prima cosa che è stata generata è un videogioco. La situazione si è evoluta poi nel nostro sito. Abbiamo aperto una zona che si chiama “good news”, dove in cambio del nostro materiale le persone possono dare spazio al loro ingegno creativo.
E' molto evidente in questo lavoro il sound di Stefano Fontana.
In questo disco volevamo sentirci più liberi, ci siamo prodotti da soli. Questo implica una serie di problematiche: la prima è scrivere e poi scegliere. Devi sintetizzare quello che hai fatto. È un lavoro particolare perché tu magari sei affezionato e non te la senti di buttarlo via. è straziante dal punto di vista emotivo. Volevamo spogliarci e tirare giù materiale a ruota libera e poi ci siamo affidati a un produttore esterno. Con Stefano Fontana abbiamo suonato per delle serate e ci siamo affidati a lui, noi siamo un po’ più legati alla techno music americana di Chicago mentre lui è più anglosassone. Abbiamo generato una cosa ancora diversa e in questo siamo rimasti sorpresi.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







