Guidonia dice basta ai veleni

Ylenia Sina

MOBILITAZIONE. E' lunga la lista dei motivi per cui domani pomeriggio il Comitato per il risanamento ambientale (Cra) di Guidonia ha deciso di scendere in piazza a favore della vivibilità dell’area a nord-est di Roma.

Un impianto per produzione di Cdr, l’ampliamento della discarica dell’Inviolata, un cementificio, impianti chimici, e un nuovo svincolo autostradale. Potrebbe continuare a lungo la lista dei motivi per cui domani pomeriggio il Comitato per il risanamento ambientale (Cra) di Guidonia ha deciso di scendere in piazza a favore della vivibilità dell’area a nord-est di Roma. L’appuntamento è per le 16 a Piazza Francesco Baracca per un sit-in durante il quale interverranno molte realtà interessate.
 
La concentrazione di impianti nocivi è già molto alta in questa zona alle porte della Capitale e le scelte dell’amministrazione locale e regionale di certo non aiutano. Il 5 marzo, in sede di Conferenza dei Servizi, a cui hanno partecipato la Regione Lazio, la Provincia di Roma, l’Arpa, il Comune di Guidonia Montecelio e la Asl Rmg, è stata approvata l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’impianto Tbm (Trattamento meccanico-biologico dei rifiuti) richiesto dal Colari (Consorzio Laziale Rifiuti) di Manlio Cerroni.
 
«Questa scelta ha di fatto sdoganato» afferma il Cra «la costruzione dello stabilimento per la produzione di Cdr accanto alla discarica regionale per i rifiuti urbani, nel mezzo del Parco regionale dell’Inviolata». Il tutto a due passi dal nuovo svincolo autostradale della Milano-Napoli inaugurato da Società Autostrade il 15 febbraio scorso e per il quale la Regione Lazio ha stanziato nel 2008 un contributo di 3 milioni di euro. «Così i rifiuti potranno arrivare più facilmente e da più lontano» commenta il comitato «e i cittadini dovranno sopportare traffico, inquinamento e malattie».
 
Oltre all’impinato Tmb, «Anche il cementificio della Buzzi Unicem - denuncia il circolo di Legambiente di Guidonia - ha fatto richiesta per ottenere l’autorizzazione a bruciare nel suo impianto Cdr, oltre a smaltire nel forno pet-coke, rifiuto speciale e dannoso».

 

 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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