L’abitazione ecologica che abbiamo sempre sognato
BUONA POLITICA. Consigli utili per risparmiar e vivere meglio: agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica, sistema centralizzato di riscaldamento ma con contabilizzazione che non si basa sui millesimi ma sull’effettivo utilizzo del calore, vernici non inquinanti, finestre in legno, alluminio e legno o pvc per consentire la riduzione delle perdite con vantaggi per il bilancio energetico dell’intero edificio.
Trasformare l’abitazione in cui si vive in una casa quasi passiva, nella quale l’aria viene costantemente ricambiata e ogni dispersione di calore viene in parte compensata. Oggi si può. Le nuove tecniche di ristrutturazione consentono di intervenire sull’involucro esterno e interno, sui serramenti e di inserire l’uso della ventilazione controllata anche in palazzi costruiti trenta o quaranta anni fa.
In questo modo, una vecchia palazzina degli anni Settanta può passare da una classe energetica D a una classe A. «È una operazione che porta efficienza energetica e una migliore qualità dell’aria. E dalla quale escono tutti vincitori: il proprietario dell’immobile, l’ambiente e il comune, che dovrà affrontare costi ambientali minori», spiega l’architetto Alberto Sasso, consulente tecnico di Paea, Progetti alternativi per l’energia e l’ambiente, associazione che promuove tutela ambientale e utilità sociale. Inoltre, grazie agli sgravi fiscali previsti dalla finanziaria, fino al 31 dicembre 2010 è possibile detrarre dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) il 55% delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito.
Il consiglio è di optare per un intervento di risanamento globale piuttosto che su interventi parziali sui singoli appartamenti: costa meno e rende di più. «I provvedimenti che riguardano l’involucro e gli impianti possono essere meglio armonizzati aumentando le potenzialità di risparmio e minimizzando il rischio di danni alla costruzione, a seguito ad esempio di sostituzione delle finestre senza aver prima isolato le pareti esterne. Si possono inoltre razionalizzare le spese di investimento, in quanto si hanno più sinergie», spiega Ulrich Klammsteiner, responsabile del reparto tecnico dell’Agenzia CasaClima.
Costruire danneggia l’ecosistema: il 45% dell’energia prodotta in Europa viene utilizzata nell’edilizia; il 50% dell’inquinamento atmosferico in Europa è prodotto dall’edilizia; il 50 % delle risorse sottratte alla natura sono destinate all’edilizia; il 70% dei rifiuti prodotti nei Paesi europei ad economia avanzata proviene dall’edilizia. Sono le cifre indicate dall’Anab, Associazione nazionale architettura bioecologica, per sottolineare come ogni nuova abitazione infligga una nuova ferita al pianeta. Ristrutturare incide in misura minore sull’ambiente, consente di abbellire le città e riattivare l’economia.
Il punto di partenza per intervenire su palazzi già esistenti è rappresentato dall’involucro. In particolare, le finestre e i ponti termici sono i punti più deboli. «Un risanamento energetico eseguito a regola d’arte deve essere finalizzato a ridurre al minimo queste perdite, applicando un isolamento termico il più possibile privo di interruzioni all’intero involucro, possibilmente sul lato esterno, e mettendo in opera serramenti di alta qualità e a tenuta all’aria», spiega. Isolare l’edificio è uno sforzo notevole ma consente di ridurre del 60% le perdite di calore e può rendere i consumi quasi nulli.
Volendo si può inserire anche la ventilazione controllata all’interno del fabbricato. Funziona così: alcune bocchette posizionate nelle stanze espellono l’aria umida e calda dagli ambienti in cui questa si forma con maggiore frequenza (cucina e bagno) e la aspirano invece dall’esterno per immetterla nelle stanze in cui c’è più necessita di ricambio (soggiorno e camere da letto). «Nel passaggio il calore non si disperde, perché uno scambiatore consente il suo recupero. E non si rischia di prendere polveri sottili e polloni dall’esterno, poiché i filtri ne impediscono l’ingresso», chiarisce Alberto Sasso di Paea. Infine si può procedere alla tinteggiatura delle pareti usando vernici contenenti sostanze naturali e si può procedere alle finiture ricorrendo a legno di provenienza certificata. Il prezzo? «Il risanamento di un edificio intero prevede un costo extra del 10% rispetto ad una normale ristrutturazione», precisa l’architetto Sasso.
Le agevolazioni fiscali
Lo Stato riconosce una detrazione d’imposta del 55% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica. Si tratta di riduzioni dall’Irpef e dall’Ires concesse per interventi che aumentino il livello di efficienza degli edifici esistenti. Il rimborso viene ripartito in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione diverso a seconda degli interventi previsti.
Il riscaldamento
Quando si parla di riscaldamento la scelta vincente è installare un sistema centralizzato. «È necessario riferirsi non alla sola caldaia ma a tutto il sistema nel suo complesso: distribuzione, regolazione e accumulo del calore prodotto dal generatore», spiega Ulrich Klammsteiner, di CasaClima. L’ideale per i palazzi è un sistema di contabilizzazione, che non si basa sui millesimi ma sull’effettivo utilizzo del calore. L’intervento sull’impiantistica di un edificio è una buona occasione per ripensare anche il sistema di produzione dell’acqua calda, in alcuni edifici prodotta spesso mediante boiler elettrico. «Meglio optare per un sistema centralizzato di produzione dell’acqua calda mediante il sistema di riscaldamento principale e possibilmente con l’integrazione anche di un impianto solare, sempre che l’orientamento delle superfici del tetto lo consenta - consiglia Ulrich Klammsteiner -. L’installazione di un impianto solare termico permette in un edificio unifamiliare o bifamiliare di coprire circa il 70 per cento del fabbisogno di acqua calda sanitaria in maniera completamente gratuita ed ecologica». Meglio optare per sistemi di emissione a bassa temperatura, come le caldaie a condensazione. Negli edifici si può anche pensare di inserire il solare termico come ausilio per il riscaldamento oppure utilizzare una pompa di calore. Infine si possono sostituire le caldaie esistenti con caldaie a biomassa. Con una accortezza: «Il combustibile, composto da falci del verde e scarti dei cicli di produzione arborea, deve provenire al massimo da 150 chilometri di distanza. Altrimenti si annulla l’effetto di eco sostenibilità», aggiunge Alberto Sasso di Paea.Il costo di una caldaia a condensazione necessaria per un condominio di 8 alloggi ha un costo di 34.000 euro circa. Per il singolo appartamento si spende intorno ai 4.500 euro.
L'involucro
Qualsiasi intervento che migliori l’efficienza energetica dell’esistente, per essere efficace, dovrà riguardare sia l’involucro che l’impiantistica. A sostenerlo è Ulrich Klammsteiner, di CasaClima: «In un edificio non risanato le perdite maggiori sono quelle per trasmissione attraverso tutti gli elementi non coibentati che delimitano l’involucro: pareti perimetrali, tetto o ultimo solaio e solaio verso scantinato o contro terra». Volendo ristrutturare nel rispetto dell’ambiente si userà il legno per le case in legno. Oppure negli altri casi si potrà ricorrere a lastre minerali in calce espansa. Per le intercapedini ci si potrà servire di canapa, lino o addirittura paglia. I costi da sostenere non saranno particolarmente onerosi. «La spesa non cambierà molto mantenendo la stessa qualità dei materiali non ecologici - dichiara Bernhard Oberrauch, presidente di ArcheB, associazione sostenitrice del costruire rispettoso dell’ambiente -. Inoltre i pannelli sono facili da installare, quindi negli interni sono adatti anche al fai da te».
Le vernici
Le tinte sono una miscela di leganti, solventi, pigmenti e sostanze additive. I leganti incollano i pigmenti tra di loro sulla pittura di supporto. I solventi rendono lavorabile la tinta; i pigmenti danno il colore e gli additivi rendono le tinte adatte per i diversi usi (interno, esterno, legno, metallo eccetera). «I leganti che possono essere minerali (calce), organici (caseina, amido), oleosi (olio di lino), resine naturali (gommalacca). Oppure sintetiche (acriliche epossidiche), più comuni” spiega Alberto Sasso. I solventi sono acqua, idrocarburi naturali (trementina) o sintetici (toluene, benzene). Con i materiali sintetici possono verificarsi problemi di natura ambientale «durante la produzione, quando hanno emissioni con esternalità negative (stabilimenti chimici e altro), e durante la posa, quando i solventi possono creare forti irritazioni alle mucose a causa dei cosiddetti composti organici volatili». Esistono sul mercato prodotti che utilizzano calce e polvere di marmo per gli esterni; mentre per gli interni hanno latte o uovo come leganti, terre naturali o piante e fiori tintori come pigmento minerale o naturale. Per trattare il legno si può ricorrere a solventi che contengono terpene di arancio e olio di lino o canapa e cera d’api. Un buon esempio è offerto dalle vernici di Spring Color: le tinte per esterni costano dai 41 ai 47 euro (iva esclusa), con una resa di 20/50 metri quadri; per la pittura murale si spende invece dai 45 ai 100 euro (iva esclusa), per una resa di 50 metri quadri.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







