La banalità della commedia all’italiana
RECENSIONE. Quando andiamo a vedere i film di Veronesi sappiamo cosa aspettarci, due ore d’intrattenimento leggero con gli attori più ricercati del momento (come si sbancherebbe il botteghino altrimenti?) in una sorta di “altolocata” versione del cinepanettone natalizio.
A Veronesi piacciono i manuali. Dopo aver dissertato sulla passione e i sentimenti amorosi in Manuale d’amore 1 e 2 ora torna con Genitori e Figli (agitare bene prima dell’uso) ad indagare addirittura il difficile rapporto parentale fatto di scontri e incomprensioni generazionali. Il titolo del film in realtà sarebbe l’argomento del tema che il professore di lettere interpretato da Michele Placido affida ai suoi studenti, per comprendere un po’ più a fondo e attraverso dei coetanei, il pensiero di un figlio adolescente (l’esordiente Andrea Fachinetti, nella realtà figlio di Ornella Muti), di cui gli risulta incomprensibile il comportamento (ovvero passione per lo spettacolo, ma soprattutto per il successo facile, compresa l’ossessione per Il Grande Fratello).
Da qui parte il racconto della protagonista Nina (una brava Chiara Passarelli), che mentre scriverà il suo tema ci accompagnerà con voce off lungo l’arco della narrazione. Quando andiamo a vedere i film di Veronesi sappiamo cosa aspettarci, due ore d’intrattenimento leggero con gli attori più ricercati del momento (come si sbancherebbe il botteghino altrimenti?) in una sorta di “altolocata” versione del cinepanettone natalizio. Senonché questa volta è lo stesso regista che vorrebbe stupirci (già in conferenza stampa aveva dichiarato che questo sarebbe stato il suo film più sentito e sincero), affrontando in maniera seria una dinamica complessa come quella tra genitori e figli.
Ora va bene non ci aspettavamo un’opera d’autore, ma tutto ci sembra tranne che una rappresentazione sincera delle dinamiche famigliari. Solito buonismo, personaggi che sono degli stereotipi ed attori che seppure talentuosi (Margherita Buy, Michele Placido, Luciana Littizzetto e Silvio Orlando) non ce la fanno a cambiare le sorti di una trama superficiale, che non racconta niente di nuovo. Anzi più il film cerca di darsi un tono più risulta falso e imbarazzante nella sua assoluta mancanza di profondità. Sapete perché i nostri figli diventano razzisti? «Perché ormai il razzismo è nell’aria e si respira come lo smog». Ipocrita
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






