La cascata di Stendhal a rischio
IL CASO. Ad Asso, nel comasco, potrebbe sorgere un supermercato a pochi metri da un patrimonio storico.
Ma come si fa a fronteggiare l’arroganza tanto degli speculatori (edilizia-commercio) quanto degli amministratori locali in quel di Asso, nel comasco, al confine tra la Brianza e la Valassina? Dunque, la perla, l’attrazione maggiore di Asso, è costituita dalla famosa Cascata della Vallategna che porta nel fiume Lambro le acque del torrente Foce con un “salto” di trenta metri reso assai suggestivo dalla morfologia del dirupo e dalla vegetazione che le acque attraversano sino a formare un laghetto prima di confluire nel fiume disastrosamente inquinato proprio nei giorni scorsi. Insomma, la cascata fa tanto parte del patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza da essere stata immortalata nel Viaggio in Italia di Stendhal (“Il confine tra Brianza e Valassina è fluttuante, non è un luogo definito... quella cascata, ma è scritto nel cuore e non si cancella»”) e da Cesare Cantù (“Uscendo da Canzo, ammiri la cascata della Vallategna, le cui acque balzanti a picco da erta rupe in forma di schiuma la cui bianchezza trae rilievo dalla folta verdura dei margini, spruzzano i viandanti, su a cinquanta passi di distanza e rallegrano l’estate coi colori dell’iride”).
Ebbene, che ti combina l’amministrazione municipale di Asso: sindaca (ex Alleanza nazionale), assessori e consiglieri tutti, proprio tutti, di una non chiara “lista civica”? Intende approvare una bella variante al piano regolatore per consentire la costruzione di un supermercato in prossimità della famosa cascata, e per giunta in area di dubbia stabilità geologica. Un massacro, insomma. Per impedire il quale si è già mossa due volte la Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio e Varese. Mentre, per svegliare il presidente del Consiglio e i ministri dei Beni culturali e dell’Ambiente c’è voluta una interrogazione dei deputati Ermete Realacci e Chiara Braga, del Partito democratico, alla quale, manco a dirlo, tanto il premier Berlusconi quanto i ministri Bondi (Cultura) e Prestigiacomo (Ambiente) non si sono ancora degnati di rispondere: per iscritto, esigono i due deputati del Pd, perché verba volant… Già, la Sovrintendenza. Prima ha messo in mora la sindaca diffidandola dall’intraprendere qualsiasi iniziativa prima di aver considerato l’impatto del supermercato dal momento che “la zona interessata dal futuro intervento [è] estremamente vulnerabile dal punto paesaggistico-ambientale”. E poi ha anche reiterato la richiesta intimando all’amministrazione municipale di inviare “tutta la documentazione progettuale dell’intervento al fine di poter esprimere tempestivamente le proprie valutazioni”.
Ma dato che come risposta c’è stato solo il silenzio, a questo punto si sono mossi Realacci e Braga, scrivendo: «Quali azioni intendano intraprendere gl’interrogati per salvaguardare il patrimonio paesaggistico e culturale della Brianza e della Valassina, e in particolare la famosa cascata della Vallategna che verrebbe deturpata irrimediabilmente dalla realizzazione del supermercato in un’area paesaggisticamente così preziosa e per scongiurare il pericolo di dissesto e frane di un territorio già geologicamente precario come quello del comune di Asso?”. Aspettiamo la risposta. Se e quando verrà.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






