Migranti e nuovi allevatori a Roma
DENUNCIA. A Tor Cervara, nella periferia della Capitale, una storia di resistenza - e di fantasia - è ora a rischio.
Tor Cervara è una delle tante periferie romane. Un pezzo dell’Agro romano a ridosso del Grande raccordo anulare, zona est della Capitale, neanche tanto popolosa ma con una significativa presenza di cittadini stranieri. In una delle zone verdi di quest’area, dal febbraio dello scorso anno, 10 persone, alcuni immigrati e altri italiani, hanno dato vita a un’attività finalizzata a produrre derrate alimentari e ad allevare animali da cortile. In tutto 200 animali: conigli, anatre, pecore, galline.
Un modello di gestione comunitaria dello spazio pubblico urbano, una realtà che ha offerto nuovi posti di lavoro e che attualmente, attraverso la vendita delle uova e degli animali da cortile, garantisce il sostentamento a una decina di famiglie che versano in stato di indigenza. Così, in circa un anno, grazie anche all’iniziativa di un gruppo di migranti, quella che era un’area a forte rischio di degrado viene riqualificata e utilizzata per un fine socialmente utile. «è la nostra risposta contro la crisi - spiega Bachu, portavoce dell’associazione Dhuumcatu -. Ci siamo autorganizzati».
Sembra di assistere a un film di Radu Mihaileanu dove la fantasia e lo spirito d’iniziativa finiscono per avere la meglio sulle difficoltà e sulle bruttezze della vita. Ma qualcosa, purtroppo, non fila per il verso giusto. L’area, infatti, seppur abbandonata, è situata all’interno del Parco della Valle dell’Aniene, in un’area privata. Comincia così una vertenza. Il 2 febbraio scorso viene tentato uno sgombero, che però non sarà portato a termine. L’esperienza comunque è messa in crisi, così come i posti di lavoro e i sogni di chi ha dato vita a questa esperienza. In molti, tra esponenti politici e rappresentanti istituzionali, si sono mobilitati per difendere i posti di lavoro: tra questi il consigliere della Provincia di Roma Gianluca Peciola, gli assessori della Regione Lazio al Lavoro e al Bilancio Alessandra Tibaldi e Luigi Nieri che, insieme all’Associazione Dhuumcatu, hanno chiesto al Presidente del Municipio V di convocare un tavolo congiunto per discutere della destinazione del terreno di via di Tor Cervara e individuare soluzioni che diano la possibilità, a queste persone, di sopravvivere.
Il Presidente del V Municipio, Ivano Caradonna, da parte sua, ha fatto sapere di essere pienamente disponibile e ha dichiarato a Terra di essersi già attivato per convocare, a breve, il tavolo istituzionale. In particolare gli occupanti di Tor Cervara chiedono alle istituzioni di mediare perché si arrivi a un accordo col proprietario. «Abbiamo bonificato un terreno in disuso da anni - sostengono i rappresentanti dell’Associazione Dhuumcatu - abbiamo seminato e abbiamo iniziato l’allevamento di animali da cortile. Ora chiediamo di rimanere su questa terra pagando l’affitto per quella parte che è di proprietà privata».
Una storia che sembra appartenere a un altro mondo, insomma. Una storia che merita un lieto fine.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






