Nucleare, se lo conosci lo eviti
INIZIATIVE. All’università Sapienza gli studenti salgono in cattedra per spiegare i rischi del ritorno all’atomo.
Una serie di incontri autogestiti e partecipati sul tema dell’energia nucleare e rinnovabile, sui relativi impatti ambientali e sulle possibili alternative sostenibili. Questo sarà “Scenari energetici”, un corso sul tema dell’energia promosso dall’Assemblea di fisica, in programma per i mesi di aprile e maggio nell’aula Careri della Facoltà di Fisica della Sapienza a Roma.
Un corso “trasversale” che vedrà la partecipazione attiva di studenti, tecnici e professori, «organizzato con l’intento di fornire tutti gli strumenti necessari per essere realmente consapevoli delle conseguenze del ritorno al nucleare», spiegano dall’Assemblea. «Infatti, nascondendosi dietro alla scusa dell’autonomia energetica», commentano, «il nostro governo intende in realtà favorire il profitto dei privati che vivono di appalti pubblici e di sovvenzioni statali». Ma non solo una posizione di contrarietà al nucleare.
“Scenari energetici” intende avviare una riflessione che metta in discussione il modello energetico di questa società, basato sul consumo irresponsabile e su una produzione di energia centralizzata, partendo dalla rivendicazione e dalla difesa dei beni comuni dagli interessi privati e dalla logica del profitto.
L’iniziativa è partita venerdì scorso con un’assemblea sulla “Storia delle energie” durante la quale, attraverso l’analisi di dati, si è mostrato come l’Italia sia, in realtà, autosufficiente sotto il punto di vista della produzione di energia.
I prossimi appuntamenti in calendario saranno mercoledì 7 aprile, alle ore 16, con un incontro sul “Funzionamento delle centrali nucleari”, mentre giovedì 15 si analizzeranno gli impatti ambientali che queste comportano. A seguire, con date ancora da definire, “Fisica delle energie rinnovabili” (20-23 aprile), “Impatto ambientale delle energie rinnovabili” (27-30 aprile), “Decentramento e autoproduzione energetica” (4-7 maggio), un laboratorio energetico (11-14 maggio) e infine “Storia della lotta antinucleare negli anni 80” (18-21 maggio).
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






