Omicidio volontario

Dina Galano
cucchi.jpg

CASO CUCCHI. Il giorno dopo la relazione della Commissione parlamentare, i legali della famiglia sono pronti a procedere contro «chi aveva in custodia Stefano e, nel rischio che potesse morire, non è intervenuto».

La speranza, ora, per la famiglia di Stefano Cucchi è che la relazione appena presentata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale sia presto acquisita agli atti della Procura. Passo dopo passo, infatti, sembra comporsi una verità giudiziaria, anche se l’accusa del processo, affidata ai due pm Vincenzo Barba e Francesca Loy che stanno ricostruendo la vicenda del giovane geometra morto il 22 ottobre, al sesto giorno dall’arresto, attende ancora il deposito degli accertamenti e delle perizie dei consulenti medico legali. La strada è impervia, e si sono avvicendati continui tentativi di ricondurre la morte di Stefano Cucchi a una caduta accidentale o a pregresse malformazioni fisiche come concause determinanti il decesso.
 
Per questo la sorella del giovane, Ilaria Cucchi, ieri ha intrapreso una nuova azione: «Alla luce di quanto si evince dalla relazione della Commissione parlamentare, dall’inchiesta condotta dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e da quanto emerso nel corso delle indagini dal momento della morte a oggi - ha spiegato - i nostri legali stanno valutando l’ipotesi di presentare un esposto alla Procura nei confronti di tutti coloro che hanno avuto in custodia Stefano al Pertini (l’ospedale dove si è spento, ndr) e che, pur accorgendosi della gravità delle sue condizioni, non sono intervenuti per salvargli la vita». L’ipotesi contestata è quella dell’omicidio volontario con dolo eventuale perché, come ha motivato l’avvocato della parte civile Fabio Anselmo, «ciò che ci è stato descritto dalla Commissione parlamentare racconta una situazione talmente terribile ed eclatante che è difficile escludere che chi aveva in custodia Stefano non si fosse rappresentato il rischio che potesse morire».
 
In particolare, dalla relazione votata all’unanimità risultano diverse criticità, tra cui il dato incontrovertibile di una rianimazione effettuata a distanza di almeno tre ore dall’arresto cardiaco. Cucchi è rimasto a lungo in agonia, con fratture multiple alla colonna vertebrale, una lesione alla vescica che non gli permetteva di urinare, e in astensione volontaria da cibo e acqua intrapresa nel tentativo di essere messo in contatto con qualcuno all’esterno, il suo legale o la comunità di recupero dove era stato in cura per problemi di tossicodipendenza.
 
La morte, infine, sopraggiunta per disidratazione. Tutti fatti accertati dalla Commissione guidata da Ignazio Marino su cui si sospettano responsabilità precise. A essere finora iscritti nel registro degli indagati restano nove persone: tre guardie carcerarie, accusate di omicidio preterintenzionale per avere picchiato il detenuto nei sotterranei di piazzale Clodio, e sei medici del Pertini, che con condotte omissive ne avrebbero determinato il decesso. Su quest’ultimi, da ieri, potrebbe incombere anche l’accusa aggravata della volontarietà della morte.  

La prima pagina del giornale
2412_TERRA_001.jpg

Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
Ultime discussioni
OpinioneAppello per la Pace e i diritti nella Regione Kurda
da alessiodiflorio
 - 07/02/2012 - 22:09
Opinionela neve, il gas, la pace
da pietro ancona
 - 07/02/2012 - 18:53
Opinionel'anima nera dell'Europa
da pietro ancona
 - 06/02/2012 - 21:56
OpinioneIl Dio dei gatti
da robertod1961
 - 29/01/2012 - 16:05
OpinioneIl corporativismo al tempo di Monti
da pietro ancona
 - 24/01/2012 - 15:31