Presidio, in difesa dell’agibilità politica
ASSOLUZIONE. La Corte d’Assise ha assolto con formula piena tutti gli imputati del procedimento cosiddetto “No Global”, a carico di 19 militanti dei Cobas, dei Comitati di quartiere e di altre strutture di base di Taranto.
La Corte d’Assise ha assolto con formula piena tutti gli imputati del procedimento cosiddetto “No Global”, a carico di 19 militanti dei Cobas, dei Comitati di quartiere e di altre strutture di base di Taranto. «È stato riconosciuto - fa sapere la confederazione Cobas - come in realtà è sempre stato, che le lotte condotte in quegli anni, come quelle attuali hanno la piena legittimità di esistere e il diritto-dovere di essere poste in essere, per cambiare in positivo questo Paese e per costruire un nuovo mondo possibile, fatto di uguaglianza e diritti».
Per questo sabato, dalle ore 17:30 in poi, in piazza Garibaldi a Taranto, si terrà un presidio con un microfono aperto in difesa dell’agibilità politica di tutte le lotte. Sono invitate a partecipare tutte le associazioni e i singoli cittadini portando il proprio contributo di idee, tematiche e proposte. «Prima che dalla giustizia - precisano i tarantini - l’assoluzione era già venuta dalla grande solidarietà che gli imputati hanno ricevuto dai lavoratori, dai precari, dagli ambientalisti, dalle associazioni di base e dai cittadini di questo territorio.
Ma questa assoluzione - aggiungono - non ci esime dal continuare a denunciare che questa città è ancora preda preferita di lobby affaristico-massonico-mafiose che intendono proseguire il “banchetto” sulla pelle dei cittadini, e dalle quali ci si può liberare esclusivamente con il protagonismo attivo di tutti coloro ai quali vengono negati i diritti più elementari. Con la consapevolezza però che spesso chi fa le lotte o rivendica un proprio diritto viene sistematicamente colpito da provvedimenti giudiziari. Per questo - concludono - il nostro impegno non può che rivolgersi anche a tutti coloro i quali per le proprie idee, per le proprie lotte, per rivendicare diritti universali sono carcerati o sotto processo».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






