Prove di unità a sinistra

Aldo Garzia
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DAL TRANSATLANTICO. Domani Pd, Idv, Radicali, Verdi, Sel, associazioni e popolo viola in piazza compatti contro il decreto “salva liste”. Contemporaneamente, arriverà l’ultima sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso del Pdl per correre nel Lazio.

L'appuntamento è fissato per domani, a iniziare dalle 14, in piazza del Popolo a Roma. A promuovere la manifestazione era stato in prima battuta il Pd per protestare contro il decreto legge “salva liste” del governo ma subito dopo sono arrivate le adesioni: Idv, Sinistra e libertà, “popolo viola”, Verdi, varie associazioni, eccetera. Lo schieramento delle adesioni è talmente ampio e di sinistra che il quotidiano ex Margherita Europa, sempre non tenero nei confronti del segretario piddino Pierluigi Bersani, segnala preoccupato che «la manifestazione del 13 marzo rappresenterà soprattutto il definitivo ritorno dell’Unione, il risorgere del centrosinistra senza confini e quindi la chiusura della parentesi dell’ambizione maggioritaria di Veltroni». Domani è anche la giornata della probabile sentenza del Consiglio di Stato sull’ultimo ricorso presentato dal Pdl per partecipare alle elezioni del Lazio nella provincia di Roma.
 
Dietro le quinte intanto si tratta sulla buona riuscita dell’iniziativa. Il primo problema riguarda gli oratori. «Se parleranno i politici, certo che ci sarò anch’io», precisa Bersani. Nella stessa direzione va la dichiarazione di Antonio Di Pietro: «Voglio proprio vedere chi mi impedirà di parlare». Atteso è pure il discorso di Emma Bonino su cui pesa il fardello di essere la candidata dell’intero centrosinistra nel Lazio. A preoccupare lo stato maggiore del Pd è l’immagine di sé che darà la manifestazione. Dopo le polemiche sul ruolo di Napolitano che ha accettato di controfirmare il  decreto interpretativo del governo, Bersani ribadisce l’obiettivo della mobilitazione: «Diremo con chiarezza che è il governo a essere responsabile di ciò che è accaduto. Ci saranno in contemporanea iniziative in altre città. Porteremo in piazza il tema della democrazia e quello del lavoro e della crisi economica». Quanto al risultato delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, Bersani non cela che si riterrebbe soddisfatto se il centrosinistra vincesse in sette Regioni su tredici. 
 
Interrogato nel Transatlantico di Montecitorio su qual è per lui la parola d’ordine della manifestazione di domani, Di Pietro replica:   «Mandare a casa il governo Berlusconi. Piazza del Popolo sarà l’inizio della riscossa. Gli italiani diranno basta al governo fascista e piduista che invece di pensare a lavoro e occupazione dice che in Italia va tutto bene». Il leader dell’Idv non ci sta a recitare la parte del sorvegliato speciale nel comizio affinché non torni a prendersela con il presidente Napolitano. A Montecitorio c’è stata ieri anche una conferenza stampa di Marco Pannella, in cui il leader radicale ha confermato la sua posizione favorevole al rinvio di un mese delle elezioni in tutte le Regioni in considerazione del fatto che sono ormai troppo ridotti i tempi della campagna elettorale delle regionali. Pannella insiste pure sui ricorsi, a iniziare da quello in Lombardia dove è stata esclusa la lista radicale: «Ricorreremo a tutte le giurisdizioni possibili. Non vorremmo che queste elezioni non vengano, come avverrà a seguito delle nostre iniziative, annullate dopo sei mesi o un anno dalla giustizia europea o da quella internazionale». Su Berlusconi dice parole durissime a riguardo delle presunte violenze radicali che avrebbero ritardato la consegna della lista del Pdl nella provincia di Roma, ma poi assicura che si adopererà affinché non si ripeta - al momento della caduta del berlusconismo - “un piazzale Loreto due” come accadde per Mussolini e Claretta Petacci.
 
Vale la pena infine dare un’occhiata ai sondaggi riguardanti il Lazio, in particolare a quello Ipsos-Sole 24 Ore. La presenza o meno della lista Pdl nella provincia di Roma costerebbe tre punti percentuali alla candidata del centrodestra Renata Polverini, e forse la vittoria. Infatti, con la lista Pdl in pista, il sondaggio Ipsos dà la Bonino in vantaggio di due punti (50,5% contro 48,5%). Il distacco sale a cinque punti (52,0% a 47,0%) senza la lista Pdl.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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