Putin in India per parlare di armi, commercio e tecnologia

Paolo Tosatti
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GEOPOLITICA. Mosca tenta di stringere i legami con Nuova Delhi per limitare l’influenza di Washington nella regione. L’energia ha un posto d’onore sul tavolo negoziale. In vista accordi su una portaerei e su 29 caccia di fabbricazione russa.

E' stato un tradizionale cocktail a base di armi, energia nucleare, gas e petrolio quello che ha dato il benvenuto al primo ministro russo Vladimir Putin al momento del suo arrivo in India.
 
Si tratta dell’ottavo viaggio del leader nel Paese asiatico, il primo da quando riveste la carica di capo dell’esecutivo. Una visita di due giorni che si conclude oggi, e che per il Cremlino ha un duplice scopo, economico e strategico. Dopo un decennio di continua crescita alimentata dal greggio, l’economia russa ha perso il 7,9 per cento l’anno scorso. Per fermare l’emorragia Putin punta innanzitutto sul settore della Difesa e sulla tradizionale “fame” di armamenti di Nuova Delhi, uno dei principali importatori di armi al mondo.
 
Il governo indiano prevede di spendere decine di miliardi di dollari nei prossimi anni per contrastare il tradizionale rivale pakistano e la crescente influenza cinese in tutta l’Asia del Sud, e Mosca non può che essere contenta di dargli una mano.
 

 Anche perché, rafforzando i legami con il Paese di Gandhi, la Russia spera di riuscire a limitare le ingerenze di Washington nella regione. Le prime pagine dell’agenda degli incontri tra Putin e la controparte indiana Manmohan Singh sono occupate dagli accordi in materia di armamenti. L’ultimo vertice tra i due leader, a dicembre, si è concluso con un’intesa per la costruzione congiunta di un aereo supersonico invisibile ai radar in grado di tenere testa all’F-22 Raptor degli Stati Uniti. Il jet dovrebbe essere armato con missili BrahMos, anch’essi frutto della collaborazione tecnica tra le due potenze. Secondo gli esperti il viaggio del capo del governo russo dovrebbe portare adesso alla firma un’intesa da 2,34 miliardi di dollari per i lavori di rinnovo della portaerei Ammiraglio Gorshkov, che la Russia dovrebbe cedere all’India una volta ultimata (attualmente la consegna è fissata per il 2012) e un altro patto da 1,2 miliardi per la vendita di 29 aerei Mig-29k. 
 

Anche l’energia ha un posto d’onore sul tavolo negoziale. Nonostante i colloqui di dicembre si siano conclusi con accordi al ribasso rispetto alle aspettative, Nuova Delhi e Mosca hanno comunque individuato «elementi di reciproco interesse» come sono stati definiti dai governi di entrambi i Paesi: la compagnia petrolifera statale indiana Oil and natural gas corp è divenuta azionista al 20 per cento del consorzio russo Sakhalin-1, dal nome dell’isola dell’Oceano Pacifico da cui il Cremlino progetta di prelevare nei prossimi anni gas e greggio; la stessa società ha inoltre acquistato la moscovita Imperial Energy, sborsando 2 miliardi di dollari. Putin e Singh dovrebbero adesso siglare un’intesa quadro sullo sviluppo del nucleare civile, che prevede tra le altre cose di incrementare la capacità dell’impianto di Kudankulam, nello Stato indiano del Tamil Nadu, grazie a due nuovi reattori costruiti con l’assistenza degli ingegneri e dei fisici specializzati di Mosca.
 
Una collaborazione che rappresenta per l’India la possibilità di mettere le mani sulla tecnologia russa per il riprocessamento delle scorie. A fare da contorno all’incontro tra i due leader vi saranno infine una serie di riunioni e conferenze tra delegazioni di tecnici ed esperti in materie burocratiche e tecnologia. Putin ha rivelato nei giorni scorsi che intende sollevare la questione del Glonass, il sistema di navigazione satellitare che la Russia vorrebbe far adottare a Nuova Delhi al posto del Global position system (Gps) statunitense. I due Paesi dovrebbero formare una joint venture per realizzare strumenti di navigazione per veicoli terrestri e marittimi in grado di supportarlo. Saranno inoltre discussi accordi in materia farmaceutica e per la semplificazione dei visti per il transito tra i due Paesi, in modo da consentire agli uomini d’affari indiani di entrare nel territorio russo solo grazie a un certificato della Camera indiana di commercio e dell’industria. 
 
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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