Quando la scuola è ecosostenibile

Giannandrea Mencini (Terra Nordest)

BUONE PRATICHE. La ricerca di Legambiente fa emergere la buona performance degli istituti nel Triveneto.

 
Ecosistema Scuola, la ricerca annuale di Legambiente sull’edilizia scolastica nel nostro Paese, presentata la scorsa settimana a Napoli, fa il punto sulle politiche del settore. Dieci anni di Ecosistema Scuola restituiscono un divario costante nella qualità dell’edilizia scolastica di nord, centro, sud e isole. I dati, raccolti tramite questionario, sono relativi all’anno 2008. Appare ovviamente interessante focalizzarci su alcuni dati che interessano il triveneto. I principali miglioramenti evidenziati dal rapporto per il Veneto sono frutto di buone pratiche nel campo della sostenibilità, come la raccolta differenziata della carta che il 74,29% delle amministrazioni venete dichiara di praticare. Più dell’82% degli edifici in Veneto impiega fonti di illuminazione a basso consumo mentre circa il 26% degli edifici utilizza altre forme di risparmio energetico (dato triplicato rispetto al 2005).
 
Ancora al palo nel Veneto gli interventi strutturali relativi all’utilizzo di criteri di bioedilizia per la costruzione di nuove scuole (0,00%) e di fonti di energia rinnovabile, con una media delle scuole che possiedono questo tipo di infrastruttura ferma da 5 anni intorno al 3%, dato paradossale considerati gli sviluppi del settore nella nostra regione. Buono il dato sull’adeguamento degli edifici alle norme in materia di accessibilità: è in possesso dei requisiti il 78,59% delle scuole mentre un ulteriore 8,84% ha già programmato interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
 
In particolare, riguardo livello di qualità dell’edilizia scolastica delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, la prima città del Veneto è Rovigo al 19° posto, seguita da Treviso al 36° posto, più staccate Verona (51°), Padova (57°), Belluno (62°) e Vicenza (75°). Bocciata tra le città venete Venezia, che non ha inviato nessun dato. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia si segnala la presenza di Gorizia, con €. 65.384 di media investimenti per singolo edificio, nella Top ten dei comuni che investono in manutenzione straordinaria e la presenza di Udine, con €. 19.717 di media, e Trieste, con € 19.940 di media, per gli investimenti di manutenzione ordinaria.
 
Anche Trento, e ci troviamo nel Trentino Alto Adige, con € 13.944 di media, è inclusa nelle città virtuose nel campo degli investimenti in manutenzione ordinaria per singolo edificio. Riguardo all’efficienza e al risparmio energetico degli edifici, ci sono dati di eccellenza in Toscana con un ottimo 21,06% di edifici che utilizzano fonti di energia rinnovabili, seguita da Abruzzo, Friuli Venezia Giulia (14,14 %) e Puglia. Per quanto riguarda le mense scolastiche eccellenti, si segnala infine il quarto posto di Trento con mensa dotata di cucina interna e uso di acqua di rubinetto, alla faccia della privatizzazione di questo prezioso bene comune.
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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