Quante ragioni per dire no
L'ESPERTO. Gianni Tamino, docente di Biologia generale all’Università di Padova, uno degli scienziati italiani più impegnati sul tema delle biotecnologie, commenta tranchant la decisione dell’Unione europea.
«Una cosa è l’autorizzazione, un’altra la coltivazione». Gianni Tamino, docente di Biologia generale all’Università di Padova, uno degli scienziati italiani più impegnati sul tema delle biotecnologie, commenta tranchant la decisione dell’Unione europea. «Per arrivare alla coltivazione in campo degli Ogm - spiega - è necessario un ulteriore step. In Italia quasi la metà dei mangimi importati contiene Ogm; la soia è quasi tutta Ogm. La coltivazione tout court richiede, però, ulteriori passaggi normativi».
Ed ecco che però interviene una speciale dicitura che, di fatto, permette la diffusione in commercio degli organismi geneticamente modificati: la decisione sulla patata Amflora riguarda infatti la sua coltura “ai fini industriali” e l’utilizzo dei prodotti derivati dall’amido Amflora negli alimenti per animali. Così facendo nelle etichette del prodotto finale, quello che noi acquistiamo, non viene riportato alcunché. «L’indicazione, infatti, è riportata solo sulla confezione del mangime». Così si evita l’impatto negativo sui consumatori, che non sono messi in condizione di sapere cosa mangiano e, quindi, di poter scegliere.
Le ragioni per le quali Gianni Tamino dice no agli Ogm sono principalmente tre. Ecco quali.
Ambientali ed economiche. Il rischio che una pianta coltivata a Ogm possa contaminare, attraverso pollini e semi, quella non Ogm, è elevato. Ciò costituisce un forte pericolo per la biodiversità. Un prodotto biologico coltivato nelle vicinanze rischia infatti di essere contaminato, e quindi di non essere più considerato “bio”. Peraltro, mancano norme specifiche sulla coesistenza e, in più, in Italia la stragrande maggioranza del mondo agricolo è contraria.
Sanitarie. Oggi non si è in grado di prevedere le conseguenze dell’inserimento nel dna di un gene “diverso”. Non siamo in grado di prevedere cosa accadrà: potrebbero esserci aspetti indesiderati come conseguenza di quest’inserimento. Ad esempio alcune piante modificate sono diventate allergeniche o hanno espresso tossine. E a chi sostiene che gli Ogm non hanno avuto alcuna conseguenza negativa rispondo: dove sono questi studi? Io, al momento, posso dire che ho la prova che le piante sono state alterate in maniera non prevenibile. Nessuno ha fatto studi sulle persone che per dieci anni hanno mangiato Ogm mettendole a confronto con quelle che non ne hanno mai mangiato. Mentre, al contrario, ci sono studi scientifici sviluppati su animali ai quali sono stati somministrati mangimi Ogm che hanno dimostrato come si siano verificate alterazioni nella struttura cellulare e nella fertilità, che hanno comportato dei peggioramenti della loro qualità di vita.
Democrazia e libertà. Gli Ogm sono brevettati. Con ciò, viene sottratto alla natura ciò che le appartiene per consegnarlo nelle mani dei monopoli delle multinazionali. Con tutte le conseguenze estremamente negative in termini di riduzione della libertà e della democrazia.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






