Regionali in salsa verde

Susan Dabbous
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FRANCIA. Dall’estrema destra a Europe écologie. Potrebbe essere questo il destino dell’amministrazione dell’Alsazia, dove domani, insieme con le altre 21 regioni francesi, si terrà il primo turno delle elezioni regionali, mentre il secondo si terrà il prossimo 21 marzo.

Dall’estrema destra a Europe écologie. Potrebbe essere questo il destino dell’amministrazione  dell’Alsazia, dove domani, insieme con le altre 21 regioni francesi, si terrà il primo turno delle elezioni regionali, mentre il secondo si terrà il prossimo 21 marzo. Conversione agricola delle terre, dismissione della più vecchia centrale nucleare d’Europa e creazione di nuovi posti di lavoro verdi, sono gli ingredienti vincenti a cui attribuire il molto probabile cambio di rotta dell’Alsazia, roccaforte del partito conservatore Ump insieme alla Corsica.
 
Al momento infatti sono solo queste le regioni governate dalla destra. Per dare un’idea dello spirito destrorso in queste zone al confine con la Germania basta pensare che qui Nicolas Sarkozy, alle presidenziali del 2007, ottenne il 65 per cento dei voti e il Fronte nazionale di Le Pen prende normalmente il 10 per cento dei seggi regionali. Ora invece il cavallo vincente si chiama Jacques Fernique, di Europe ecologie, la coalizione verde che per l’occasione prende il nome di Region ecologie. Ferenique è dato al 18 per cento, ed avrebbe un solo punto in meno rispetto al socialista Jacques Bigot, che si è già detto disposto a cedergli il posto di capolista della coalizione di sinistra al secondo turno nel caso in cui Europe ecologie dovesse superare, anche di poco il Ps.
 
La coalizione progressista tallona quella di destra con solo tre punti di svantaggio «Abbiamo voluto presentare liste autonome alle amministrative – ha dichiarato Djamila Sonzogni, portavoce nazionale dei Verdi e candidata in Alsazia – perché sapevamo che Europe écologie avrebbe avuto delle chance per vincere in alcune regioni». Il consenso in questo caso si è costruito contro «la costruzione di una nuova e inutile autostrada - spiega la candidata - ma anche intorno al grande progetto di smantellamento della vecchia centrale nucleare, che funziona solo pochi mesi l’anno. Si tratta di una prospettiva che darà nuovi posti di lavoro alla popolazione locale, creando anche il know how tecnologica in grado di funzionare come modello per il resto del Paese».
 
Sull’alleanza al secondo turno con i socialisti la Sonzogni non ha dubbi: «Le coalizioni saranno basate sui programmi, non appoggeremo quei candidati che vogliono più nucleare, più aeroporti e autostrade mentre davanti agli elettori si riempiono la bocca di sviluppo sostenibile». Già, perché alla tentazione di dare una pennellata di verde alla campagna elettorale, in Francia, non ha saputo resistere nessuno. Forse perché già da settembre le proiezioni davano “l’incubo” Europe écologie al 16% dei consensi.  

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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