Se trecento vi sembran pochi

Federico Tulli
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PEDOFILIA. Per parare il fuoco di fila di notizie relative alle denunce di presunte violenze commesse negli istituti scolastici cattolici di mezza Europa ai danni di minori da parte di religiosi, l’Avvenire ha intervistato ieri monsignor Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede.

Una difesa d’ufficio piena di zone d’ombra. Per parare il fuoco di fila di notizie relative alle denunce di presunte violenze commesse negli istituti scolastici cattolici di mezza Europa ai danni di minori da parte di religiosi, l’Avvenire ha intervistato ieri monsignor Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede. Vale a dire il pubblico ministero del dicastero vaticano che ha il compito di indagare sui «delitti più gravi contro la morale», compreso quello «contro il sesto comandamento commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età».
 
Nel riferirsi al periodo compreso tra il 2001 e il 2009 Scicluna ha in sintesi affermato che la Chiesa cattolica è stata ed «è rigorosa sulla pedofilia» e che i casi valutati dalla Congregazione nel primo decennio di questo secolo sono circa tremila. 
 

«Il 60 per cento di questi casi - ha precisato il monsignore - è costituito più che altro da atti di efebofilia; in un altro 30 per cento si tratta di rapporti eterosessuali e nel 10 per cento di atti di pedofilia. I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni. Si tratta sempre di troppi casi - per carità! - ma bisogna riconoscere che il fenomeno non è così esteso come si vorrebbe far credere». è vero, non sarebbe esteso se visto unicamente nell’ottica del violentatore, come il monsignore fa.
 
Ma se guardiamo «il fenomeno» dal punto di vista delle vittime, le cose cambiano. Trecento sacerdoti pedofili in giro per il mondo non significa che siano “solo” 300 i minori che hanno subito violenza. E questo Scicluna non può ignorarlo. Sorvoliamo sulla differenza proposta tra «atti di efebofilia» e pedofilia e «rapporti eterossessuali»: questi ultimi sono finiti alla Congregazione perché commessi nei confronti di ragazze under 18. I conti in ogni caso non tornano già solo pensando ai rapporti Ryan e Murphy del 2009, i documenti d’indagine governativa che parlano di oltre 800 religiosi coinvolti in 30mila casi di abusi e di «pedofilia endemica alla Chiesa d’Irlanda». Ma è sufficiente guardare agli Stati Uniti, dove fino a oggi, a fronte di 4.392 sacerdoti denunciati per pedofilia (fonte bishop-accountability.org,) sono oltre diecimila le denunce di abusi subiti.
 
Parte delle condanne negli Usa, poi, riguardano i vescovi che sapevano e hanno taciuto. Anche qui, Scicluna ci va morbido. «Può essere - dice - che in passato, forse anche per un malinteso senso di difesa del buon nome dell’istituzione, alcuni vescovi, nella prassi, siano stati troppo indulgenti verso questi tristissimi fenomeni». Già, può essere. Un semplice «malinteso» che è costato “solo” alla Chiesa Usa risarcimenti per 2,6 miliardi di dollari.

 
 

La prima pagina del giornale
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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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