Storie dal paese dell’esilio
PALCOSCENICO. In anteprima a Bologna è in scena Il castello dei clandestini, un monologo inedito sull’immigrazione scritto da Fernando Arrabal.
C'è tutta la vita di un grande scrittore e autore teatrale ne Il castello dei clandestini. è un monologo intenso, dai temi forti ma raccontato con disincanto, surrealismo e angoscia, un viaggio di stretta attualità nel mondo dell’immigrazione. Scritto da Fernando Arrabal e dedicato alla talentuosa Viviana Piccolo che lo porta in scena ai Laboratori Dams di Bologna nell’ambito della rassegna La soffitta 2010. è un’anteprima importante quella che si è svolta ieri e verrà replicata questa sera. Un legame artistico forte quello tra la Piccolo e il drammaturgo spagnolo nato nel 2007 e coronato oggi da questa opera inedita.
Un monologo unico in cui Fernando Arrabal traspone se stesso. Una vita, la sua, segnata dall’esilio, dalla fuga dalla Spagna franchista, dal ricreare e ritrovare una patria. Il castello dei clandestini è una piece teatrale che parla di sradicamento, di lontananza: «Io sono uno sradicato, non ho radici ma gambe, appartengo al paese dell’esilio», dice Arrabal e nel suo castello si ritrovano le anime in fuga. Anime che scappano da un passato, da un’autorità che ha paura e trovano conforto nella residenza della Duchessa Lerry.
Il monologo si svolge tutto tra le mura del castello che si trasforma in un inusuale centro di accoglienza. Il mondo fuori è il “paese dell’esilio” come lo definisce lo stesso autore. L’ambientazione sul palco somiglia a quella di un campo profughi: una bolgia, tra immondizia e rifiuti, oggetti di vita quotidiana e un teatrino di cartapesta. La Duchessa Lerry si muove con grazia in questa visione apocalittica. La sua è una presenza angelica, a tratti innocente a tratti forte e dura quando è costretta a trattare con le autorità che premono alle porte del suo castello e cercano inesorabilmente lo scontro. Gioca col teatrino, con le marionette, danza, e le sue azioni mostrano la bellezza di un contesto che va al di là della semplice apparenza.
Protegge i clandestini, mostrandosi anche lei ultima tra gli ultimi e, attraverso le sue affermazioni, provoca e affonda, facendo riflettere e pensare. Lo spettacolo sarà in replica anche sabato 13 marzo presso la Sala Estense a Ferrara.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







