Ufficiale: Berlusconi è indagato. E oggi è il giorno delle ispezioni

Nazareno Dinoi

TRANI. Attesa nervosa e notizie blindate ieri nel palazzo di giustizia pugliese. Il procuratore capo Capristo smentisce fratture nella sua squadra di lavoro. La richiesta dell’avvocato barese del premier Palumbo ha ricevuto risposta in serata.

E' stato spostato a questa mattina il sopralluogo negli uffici della procura della Repubblica di Trani degli ispettori del ministro della Giustizia Alfano che dovranno spulciare tutta la documentazione dell’inchiesta su Rai-Agcom che coinvolge, tra gli altri, il commissario dell’agenzia per le garanzie nella comunicazioni, Giancarlo Innocenzi e lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
 
Ieri mattina, data fissata per l’appuntamento, il procuratore capo Carlo Maria Capristo e i quattro magistrati incaricati di occuparsi dell’inchiesta, Ettore Cardinali, Marco D’Agostino, Fabio Buquicchio e Michele Ruggero (tutti specializzati in reati contro la pubblica amministrazione, l’ultimo già intestatario del fascicolo originario sui presunti tassi usurai applicati dall’American Express), hanno atteso inutilmente gli inviati romani sino alle 3 del pomeriggio. L’attesa estenuante non era l’unico motivo della forte tensione presente ieri nel palazzo di giustizia, da dove è partita la fuga di notizie sulla quale il procuratore capo ha aperto un’inchiesta promettendo il massimo impegno. 
 

 «Se sapessi chi è, a quest’ora sarebbe già in galera», ha detto Capristo ai giornalisti che gli chiedevano se avesse un’idea su chi fosse la gola profonda. La giornata di ieri nel Palazzo Torres, dove hanno sede gli uffici della Procura della Repubblica e dei tribunali, penale e civile, è trascorsa in un corrersi dietro di giornalisti in cerca di dichiarazioni ufficiali da parte di chi conduce le indagini. Solo a metà mattina il numero uno della procura ha concesso un brevissimo incontro con i rappresentanti dell’informazione. Al procuratore non erano piaciute le voci di una presunta spaccatura tra il suo ufficio e i sostituti del pool incaricato dei reati contro la pubblica amministrazione. «Non c’è nessuna frattura in questa squadra di lavoro: vi prego di non tornare più sull’argomento», ha tagliato coro Capristo chiarendo, inoltre, che la coassegnazione del fascicolo è stata chiesta dal sostituto procuratore Ruggiero proprio per questioni di maggiore garanzia procedurale.
 

Intanto, nonostante la blindatura delle informazioni (è pressocchè impossibile per i giornalisti avere udienza dai pubblici ministeri), ieri si è saputo che l’informazione di garanzia intestata al premier Berlusconi è stato già redatta, fotocopiata e conservata nella cassetta di sicurezza del procuratore capo assieme alle richieste di convocazione per gli altri indagati che, dalle notizie di stampa già diffuse, riguarderebbero il commissario dell’Agcom Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini.
 
Sempre ieri mattina, intanto, il legale barese di Berlusconi, Filiberto Palumbo, ha chiesto ufficialmente, insieme al collega Ghedini, alla procura di Trani se il presidente del Consiglio fosse indagato o meno e per quali ipotesi di reato. La conferma è arrivata in serata: il premier è stato ufficialmente iscritto nel registro degli indagati.
 
E mentre la tensione scendeva ieri pomeriggio i quattro magistrati del pool si sono intrattenuti per una riunione nell’ufficio del loro capo. Forse è stata l’occasione per decidere quale linea seguire nei prossimi giorni, a partire dalla delicata ispezione ministeriale di questa mattina per arrivare al tentativo degli avvocati degli indagati romani di trasferire l’inchiesta alla procura della capitale per quella che definiscono «manifesta competenza territoriale».  E non è detto, sussurra qualcuno, che la cosa non possa tutto sommato andare bene ad una procura, quella di Trani appunto, oramai presa al bersaglio per l’inaspettata fuga di notizie che, pare, abbia pregiudicato il percorso stesso dell’inchiesta. «La violazione del segreto è stata improvvisa - ha confidato Capristo - e abbiamo dovuto fare adempimenti e riflessioni in modo celere che solitamente hanno tempi fisiologici più ampi». Ai giornalisti che gli chiedevano se sui giornali fossero state pubblicate notizie false, il procuratore, senza entrare nel merito della vicenda si è limitato solo a raccomandare prudenza. 
 

 

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Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.

268 24 December 2011
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