Ambientalisti solo a parole
IN FONDO. Anche nel giorno della Terra, di ambientalisti come gli italiani ce ne sono davvero pochi al mondo. Ma non siamo sicuri che sia una sfortuna.
Anche nel giorno della Terra, di ambientalisti come gli italiani ce ne sono davvero pochi al mondo. Ma non siamo sicuri che sia una sfortuna. Gli italiani pensano che l’inquinamento ci fa vivere peggio, ma noi possediamo 36 milioni di autoveicoli e, su ogni chilometro di strada, ne circolano 80 (contro i 42 degli Usa e i meno di 40 della Spagna). In pratica, su cento cittadini che si muovono per andare a lavoro, ben 72 usano l’automobile: chi saranno gli inquinatori, quei 5 che vanno in moto o i 13 che vanno a piedi ? Subito dopo l’inquinamento, gli italiani sono spaventati da un futuro senz’acqua: come mai allora 40 litri su 100 vengono dispersi dalla rete idrica potabile nazionale? Per quale ragione allora piantiamo il prato all’inglese anche in Sicilia e vogliamo il campo da golf in Sardegna o siamo passati dal frumento al kiwi consumando dieci volte più acqua?
Noi italiani siamo ossessionati dal problema dei rifiuti e perciò i tre quarti ritengono di fare correttamente la raccolta differenziata. Non si spiega allora perché la nostra percentuale di raccolta differenziata sia ancora a circa il 25 per cento, con punte, si fa per dire, di meno del 10. Il clima, invece, ci preoccupa meno, e se farà più caldo chi se ne importa, tanto c’è l’aria condizionata: forse per questo siamo quelli più indietro nel rispetto del protocollo di Kyoto e forse per questo sprechiamo così tanta energia. E sarà per questo che da noi il solare incrementa alla straordinaria velocità di circa 5 MW/anno, mentre in Germania si marcia a oltre 150 MW/anno (l’Italia ha il 56 per cento di insolazione in più della Repubblica tedesca). Siamo in linea teorica attenti a non far costruire troppo. Gli altri, però.
Nei fatti, invece, in Italia si divorano ogni anno 250mila ettari di territorio e qui da noi è stato coniato il termine condono edilizio, che non è traducibile in nessuna lingua moderna conosciuta, e che ha contribuito a distruggere oltre 3.663.000 mila ettari di territorio negli ultimi 15 anni. Con il piano casa, il consumo di cemento raggiungerà un picco di 220 milioni di tonnellate per soddisfare la domanda relativa solo all’ampliamento del 20 per cento del nuovo piano casa, in un Paese che è già al primo posto in Europa nella produzione, con 47 milioni di tonnellate/anno (800 kg cemento/uomo/anno). La Germania ne produce 33 milioni, la Francia 21 e la Gran Bretagna 12, tanto per dire di paesi sottosviluppati.
Ambientalisti come noi non c’è nessuno. Meno male.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







Commenti
condivido
condivido ogni parola ed anche la punteggiatura! Fatelo leggere a Stefania Prestigiacomo che nell'intervista pubblicata oggi su Sette del Corriere Della Sera ha detto delle baggianate enormi sul nucleare degne di chi è stato messo al Ministero Dell'Ambiente proprio perchè dell'ambiente non gliene frega niente e soprattutto che dell'ambiente non sa niente.
Ciao e Bravo Mario!