Cosa la Lega può fare per Napoli
POLITICA. Le reazioni alla provocatoria candidatura del Carroccio a esprimere il prossimo sindaco. Verdi: «Pensano a Borghezio o Salvini?».
I più quando hanno letto le dichiarazioni, riportate dal Corriere della Sera, del Ministro dell’Interno Roberto Maroni hanno pensato ad un pesce d’aprile arrivato con qualche giorno di ritardo. L’idea di proporre, come candidato sindaco della più grande città del mezzogiorno, un esponente di quel partito che ha fatto della discriminazione anti meridionale uno dei suoi principali cavalli di battaglia è semplicemente ridicola.
Eppure sia che venga interpretata come una semplice provocazione, sia che venga considerata come il frutto di un’elaborata strategia politica, è già la seconda volta che il titolare del dicastero dell’Interno esplicita la velleità leghista ad occupare Palazzo San Giacomo: la dichiarazione d’intenti formulata prima delle elezioni regionali (e passata quasi inosservata) è stata ripetuta a pochi giorni dal trionfo; segno di una seria presa di forza del Carroccio.
In ogni caso le dichiarazioni di Maroni hanno fatto strabuzzare gli occhi a molti sia tra le file della maggioranza, sia tra quelle dell’opposizione. Ironica, e molto poco elegante, è stata la posizione espressa dalla neoletta consigliere regionale Alessandra Mussolini che ha colto al volo la possibilità di ritentare la scalata, già fallita in passato, al municipio partenopeo dichiarando: «Divento della Lega e mi candido a sindaca di Napoli».
Molto più forte è stata la risposta dei Verdi campani che si sono fatti portavoce dell’incredulità dei napoletani verso l’assurda proposta leghista: «Il centro destra potrebbe proporre come candidato sindaco di Napoli per la Lega l’onorevole Borghezio o, perché no, Matteo Salvini - dichiarano provocatoriamente il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il capogruppo in Consiglio comunale Luigi Zimbaldi - che alcuni mesi fa fu protagonista del poco edificate episodio in cui fu ripreso a cantare, per festeggiare la sua elezione al Parlamento europeo, una “deliziosa” canzoncina in cui apostrofava i napoletani come “colerosi e terremotati”. Potrebbe essere una figura innovativa per la nostra città e trasformarla definitivamente in una colonia di serie B della Padania».
Eppure, come suggerisce tra l’altro Borrelli, se la Lega volesse abbandonare il suo vergognoso passato, potrebbe adottare subito un provvedimento che, ne siamo sicuri, incontrerebbe il favore di tanti napoletani anche di centrosinistra: potrebbe restituire le centinaia di milioni di euro di fondi Fas (fondi per le aree sottoutilizzate) destinati a pagare le multe dell’Unione europea agli allevatori del nord per le quote latte.
O ancora si potrebbe rimborsare il Sud dei danni ambientali dovuti allo sversamento illegale di rifiuti tossici operato, in comunione con la criminalità organizzata, delle fabbriche del Nord. Un’altra proposta seria e decisamente apprezzabile sarebbe quella di liberare il meridione, autosufficiente sotto il profilo energetico, dall’incubo di una prossima nuclearizzazione del territorio volto a soddisfare la bulimia energetica del Nord.
Ma non crediamo che il vento di rinnovamento che spira al sud sia portatore di buone nuove.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







