Inceneritore? Albano dice No
MOBILITAZIONE. Oltre trecento persone hanno presidiato l’ingresso della discarica per opporsi all’inceneritore.
Non è bastata la pioggia a intimorire gli attivisti del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano che, venerdì mattina, si sono radunati per un sit-in di protesta davanti alla discarica di Roncigliano, alle porte di Roma. Le richieste del presidio, al quale hanno partecipato oltre trecento persone, tra attivisti e cittadini, sono chiare: chiudere la discarica che «dopo trent’anni di attività, nonostante abbia esaurito i sei invasi regolari continua a essere utilizzata» spiegano dal Coordinamento, e, soprattutto, bloccare la costruzione dell’inceneritore avanzata dal Coema, un consorzio costituito da Ama, Acea e dal gruppo di Manlio Cerroni, proprietario della discarica stessa.
Un progetto che aggraverebbe notevolmente la situazione sanitaria dei castelli romani e metterebbe a serio rischio la vocazione agricola del luogo. Per questo, dopo numerose assemblee informative e volantinaggi organizzate dal Coordinamento tenutesi nei giorni precedenti il presidio, molti cittadini hanno raggiunto il chilometro 31 di via Ardeatina. Tra loro anche il neo eletto sindaco di Albano Laziale, Nicola Marini, accompagnato dall’assessore all’ambiente, Claudio Fiorani, e dal Presidente del Consiglio Comunale, Massimiliano Borelli. Oltre ad aver ribadito la propria contrarietà all’inceneritore, il sindaco ha annunciato che la prossima settimana una delegazione formata da tecnici del comune, a cui si potrà aggiungere degli esperti indicati dal Coordinamento, entrerà nella discarica per valutare la situazione degli invasi e dei possibili impatti ambientali sul territorio circostante.
Inoltre l’assessore all’ambiente, appena insediatosi, ha già comunicato alla cittadinanza che al più presto nel comune di Albano verrà attivata la raccolta differenziata porta a porta e verranno installate delle isole ecologiche. Di fronte a tutto questo, per il Coordinamento «è necessario ridiscutere il Piano regionale dei rifiuti della Regione Lazio che affronti il problema dello smaltimento dei rifiuti alla luce della raccolta differenziata e che abbandoni l’incenerimento, una “non” soluzione costosa per il pubblico e devastante per l’ambiente».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






