L’ex Rutelli e gli ex Verdi. Ora Api
POLEMICA. L’ex verde Francesco Rutelli riscopre l’anima green e, da leader dell’Api (Alleanza per l’Italia), ha battezzato ieri l’Alleanza ecologica per l’Italia, sorta di associazione nata intorno ad un appello e composta da una cinquantina di amministratori locali, ambientalisti ed ex Verdi ora vicini all’Api.
L’ex verde Francesco Rutelli riscopre l’anima green e, da leader dell’Api (Alleanza per l’Italia), ha battezzato ieri l’Alleanza ecologica per l’Italia, sorta di associazione nata intorno ad un appello e composta da una cinquantina di amministratori locali, ambientalisti ed ex Verdi ora vicini all’Api. «Nella difesa dell’ambiente, l’Italia si trova - ha spiegato Rutelli - in un enorme isolamento per l’uscita dei Verdi dal Parlamento. Questo da un lato ci ha liberati della loro monotematicità asfittica, ma nello stesso tempo il loro ruolo non è stato occupato da nessuno. Il tema della difesa dell’ambiente è semplicemente scomparso dal Parlamento».
Rutelli ha definito «ambientalisti del buongoverno che rifuggono ogni integralismo» gli esponenti aderenti all’Alleanza ecologica per l’Italia, Tra questi anche gli ex Verdi Camillo Piazza, lombardo, e l’ex assessore calabrese Diego Tommasi. L’iniziativa di Rutelli non è passata inosservata in casa del Sole che Ride. Il presidente Angelo Bonelli ha spiegato che «Rutelli ha ragione quando dice che l’assenza dei Verdi dal Parlamento ha causato la scomparsa delle tematiche ambientali dal dibattito. Ma Rutelli e gli altri parlamentari dell’Api, che in Parlamento ci sono, non si sono fatti carico di rendere prioritarie le questioni ambientali».
Bonelli ha aggiunto che «i Verdi sono impegnati in un profondo rinnovamento per eliminare tutte le incoerenze che nell’ultimo periodo hanno determinato un perdita di consenso». Bonelli non ha risparmiato frecciate polemiche agli ex: «Da persone educate facciamo gli auguri a coloro che hanno deciso di andarsene. Questa scelta porta chiarezza perchè alcune posizioni di sostegno agli inceneritori, alle centrali a carbone e, nelle ultime elezioni in Calabria, addirittura di sostegno ad una lista in cui erano candidati esponenti favorevoli al Ponte sullo Stretto erano incoerenti con il nostro progetto».
Sul futuro Bonelli ha ricordato come «avvieremo nelle prossime settimane uno storico processo costituente che avrà come protagonisti i movimenti e le associazioni: un progetto che abbia come obiettivo la passione politica ecologista e non la ricerca di poltrone».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






