L’ombra di Monaco ’72 sui Mondiali di calcio
TERRORISMO. Un gruppo vicino ad al Qaeda minaccia attentati durante la partita fra Usa e Inghilterra. Nel mirino anche l’Italia. Il ministro Maroni: «Stiamo seguendo la situazione».
La CBS, rete televisiva statunitense, ha riportato la notizia secondo cui il gruppo terrorista Mushtaqun Lel Jannah, vicino ad al Qaeda, starebbe preparando un attentato da mettere in atto durante il mondiale in Sudafrica. Il comunicato, apparso sul sito internet dell’organizzazione estremista, recita quanto segue: «Quanto sarebbe incredibile vedere in diretta la partita tra Stati Uniti e Inghilterra, in uno stadio pieno di spettatori, quando a un certo punto il suono di un’esplosione rimbomba attraverso gli spalti, l’intero stadio salta in aria e il numero di morti ammonta a centinaia, se Allah vuole».
La partita fra le due nazionali, valida per il girone C, è in programma il 12 giugno a Rustenburg, nel nord del paese e non distante da Johannesburg; ma l’incontro non sarebbe l’unico che i fanatici di al Qaeda avrebbero nel mirino. A rischio sarebbero tutti gli incontri di Francia, Germania e Italia; ovvero coloro che, secondo i terroristi, fanno parte della crociata sionista contro l’Islam. Al comunicato suddetto ha fatto poi seguito un messaggio indirizzato direttamente a Joseph Platter, presidente della Fifa: «Tutti i controlli di sicurezza e le macchine a raggi X che l’America manderà dopo aver letto questo comunicato, non saranno capaci di scoprire il modo in cui questi esplosivi saranno portati nello stadio e per la semplice ragione che lo annunceremo a tempo debito. Allora, sei pronto per questo evento, signor Blatter?». Alla minaccia, si è aggiunta la sfida.
E subito i rappresentanti dei Paesi coinvolti hanno replicato con risolutezza, a partire dal ministro sudafricano per la Sicurezza, Nathi Mthetwa: «Vigileremo anche le coste durante il torneo, la priorità è garantire la sicurezza del milione di turisti che sono attesi». Il nostro Franco Frattini ha scelto di affidare la sua risposta a facebook, network sul quale possiede una pagina personale. «Il mondo non tollererebbe una nuova Monaco, la pace che lo spirito olimpico ha affermato ed imposto, di nuovo violata ed insanguinata», ha scritto il ministro degli Esteri. L’episodio citato da Frattini riporta alla strage delle olimpiadi del 1972, quando un commando di guerriglieri palestinesi di Settembre Nero sequestrò undici atleti israeliani e provocò poi la morte di diciassette persone.
Un paragone inquietante per un allarme che sembra assai serio, e che tale è stato considerato dal Viminale. Roberto Massucci, persona designata dal Viminale per la sicurezza degli azzurri in Sudafrica, nella mattinata di ieri si era premurato di informare la Federcalcio. Lo stesso ministro Roberto Maroni ha poi predicato prudenza innanzitutto per quanto riguarda la minaccia: «Stiamo seguendo la situazione ma non ci risulta nulla a parte il messaggio di Al Qaeda». A Maroni ha fatto eco Gianni Petrucci, presidente del Coni, per il quale «la Fifa ha in mano tutti gli strumenti per garantire la sicurezza dei partecipanti al Mondiale e io mi fido».
La sicurezza in Sudafrica è però un problema reale, soprattutto dopo l’assassinio di Eugene Terreblanche, capo dell’estrema destra. Uno dei timori è che il terrorismo islamico possa approfittare delle tensioni razziali per i suoi fini. L’invio di forze dell’ordine in prossimità degli impianti sportivi da parte di altre nazioni in questo caso potrebbe non bastare.
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






