L’ospedale sul vulcano
DENUNCIA. Ai piedi del Vesuvio, ad appena cento metri dal limite della Zona rossa, quella a più alto rischio, è in costruzione una grande struttura ospedaliera. In un territorio che è definito ad “elevata pericolosità.
Alle falde occidentali del Vesuvio, al limite orientale del territorio comunale di Napoli, è in via di ultimazione un moderno e grande ospedale denominato Ospedale del Mare. La struttura sorge a un centinaio di metri dall’area definita ufficialmente “zona rossa” (quella per la quale è previsto il massimo rischio vulcanico) nel Piano di Protezione Civile relativo al rischio vulcanico vesuviano. Come si vede dalla figura 1 il limite della zona rossa non è stato tracciato su basi scientifiche ma in relazione all’andamento dei liti dei territori comunali.
Ne discende che la zona dell’Ospedale del Mare, ubicata a 7,7 chilometri dal cratere del Vesuvio (figura 2) è al di fuori della zona rossa in base al criterio amministrativo; non lo è, di fatto in relazione alla reale distanza raggiunta dai flussi piroclastici distruttivi (linea rossa punteggiata) nella zona di Pompei con l’eruzione del 79 DC. Da tempo due colleghi, i professori Benedetto De Vivo, Ordinario di Geochimica e Giuseppe Rolandi, Ordinario di Vulcanologia presso l’Università di Napoli Federico II, certamente non due sprovveduti, hanno evidenziato che “l’Ospedale è in costruzione nel quartiere Ponticelli di Napoli a 100 metri dalla Zona Rossa e comunque entro la Zona Gialla (zona a pericolosità differita)”. I cittadini di tutto il mondo hanno visto nei giorni scorsi quanti problemi abbia causato l’eruzione del vulcano islandese fino a distanza di alcune migliaia di chilometri.
Speriamo che il Vesuvio continui a riposare in eterno e che, quindi, l’Ospedale del Mare possa funzionare sempre al meglio. Ma perché gli ideatori dell’Ospedale del Mare non hanno tenuto conto delle leggi della natura dal momento che l’area è chiaramente “governata” dal Vesuvio, come hanno dimostrato le disastrose eruzioni a partire dal 79 DC? Nel malaugurato caso che il vulcano cominci ad “agitarsi”, chi andrà a convincerlo che l’Ospedale del Mare, secondo gli atti amministrativi, non si trova in zona rossa e che il Vesuvio deve sottostare alle “leggi dell’uomo” e quindi non può dare fastidio alla struttura sanitaria?
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.







