La storia minacciata
DENUNCIA. Dopo le polemiche sollevate dall’Anpi, il ministro Gelmini fa un passo indietro e include il riferimento alla lotta di liberazione nei programmi scolastici. Armando Cossutta: «Staremo a vedere».
«Altro che dimenticanza. Non si è trattato di una banale svista». Armando Cossutta, vicepresidente dell’Anpi parla chiaramente di «campagna revisionista». Omettere il riferimento alla lotta di liberazione nazionale nei programmi scolastici è una mossa «pensata», «per oscurare i valori e i principi della nostra Repubblica e della democrazia». Dopo le polemiche sollevate dall’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia, il ministro dell’Istruzione ha fatto un passo indietro e ha corretto il documento.
La “Resistenza” farà parte degli obiettivi specifici di apprendimento del quinto anno. La Gelmini ha promesso di impegnarsi affinchè una pagina di storia tanto importante non venga trascurata. «Staremo a vedere», ribatte Cossutta. «Non facciamoci troppe illusioni - dice -, in Italia l’operazione revisionista è in atto già da tempo, è sistematica e voluta». Per il ministero dell’Istruzione le accuse mosse dall’Anpi sono «infondate», dal momento che lo studio del movimento partigiano sarebbe «implicito tanto nella trattazione della Seconda Guerra Mondiale, quanto in quella della costruzione dell’Italia repubblicana». Visto i tempi che corrono, meglio essere espliciti però.
L’Associazione nazionale partigiani d’Italia non dimentica, infatti, «l’accondiscendenza al revisionismo antistorico di un Governo la cui maggioranza ha tentato vergognosamente di equiparare con una legge dello Stato i repubblichini di Salò ai partigiani». E per difendere i valori dell’antifascismo, l’Unione degli studenti ha annunciato una campagna di protesta che prevede assemblee nelle scuole e nelle facoltà da ieri fino al 25 aprile, e la pubblicazione di un dossier nazionale sull’avanzata delle destre e delle politiche di repressione.
Anche la Rete degli studenti promette mobilitazioni e iniziative : «Le polemiche sono servite a qualcosa - afferma l’associazione studentesca riferendosi alla marcia indietro del ministero - ma il dato preoccupante è che se l’attenzione delle associazioni, dei partiti e dei sindacati non fosse stat alta l’anno prossimo ci saremmo ritrovati studenti assolutamente ignoranti sulla storia del nostro Paese, ignari di una parte fondamentale come la Resistenza e la lotta partigiana». Dall’Anpi agli studenti, la polemica è infatti rimbalzata anche a livello politico: «La nostra democrazia affonda le radici nella resistenza e nell’antifascismo: è un dato storico che non può essere sottinteso», ha detto la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.
A farle eco Fabio Giambrone, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Istruzione, che ha ribadito: «Le nuove generazioni sui banchi di scuola hanno il diritto di conoscere la vera storia del nostro Paese, senza sciatti revisionismi, con la scusa di assurde pacificazioni lessicali». «La Resistenza non ha riguardato solo eroici partigiani - ribadisce Armando Cossutta - ma anche contadini, operai e intellettuali, tutti coloro che hanno sentito la necessità di resistere al dominio fascista. Trascurare un fenomeno del genere significa cancellare la più gloriosa pagina della storia italiana».
Il disastro di Fukushima, gli uragani, lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento dei gas serra. E da noi le alluvioni, e ora anche il crollo di Pompei. Il 2011 non sarà ricordato come un anno “verde”.






